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Trump la sfanga: niente impeachment per lui. Il Senato Usa lo salva (e lo rilancia)

Donald Trump ce l’ha fatta: niente impeachment per il presidente degli Stati Uniti. Il Senato, come era stato ormai largamente previsto nelle ultime ore prima del voto, lo ha graziato. Cadono, dunque, tutte le accuse nei suoi confronti. Si parlava di abuso di potere e intralcio al Congresso per il caso “Ucrainagate”. Terzo presidente ad essere incriminato in un procedimento d’impeachment in tutta la storia degli Stati Uniti, Donald Trump è stato assolto dai due capi d’accusa nella votazione finale del Senato. Ha subito sì l’impeachment alla Camera, che funge da procura o pubblica accusa, ma non la condanna finale nell’altro ramo del Congresso che funge da tribunale giudicante; quindi Trump non viene destituito dal suo incarico.

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Hanno votato per l’assoluzione 52 senatori, per la condanna in 48: si trattava del voto sul primo articolo, quello riguardante l’accusa di abuso di potere. Subito dopo è arrivato anche il secondo voto, riguardante l’accusa di ostruzione al Congresso: in questo caso hanno votato l’assoluzione 53 senatori, contro i 47 a favore della condanna. Nel Senato la maggioranza repubblicana poteva contare su 53 seggi su 100, mentre per condannare il presidente sarebbero serviti i voti favorevoli dei due terzi dell’aula.

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L’accusa dei democratici è che Trump avrebbe cercato di farsi aiutare da un governo straniero per vincere le elezioni del 2020 e lo avrebbe fatto esercitando pressioni sull’Ucraina per far in modo che annunciasse pubblicamente delle indagini su un suo possibile avversario, l’ex vicepresidente Joe Biden. Altra accusa nei confronti di Trump è quella di aver posto una minaccia al sistema di controllo dei poteri previsto dalla Costituzione ordinando ai funzionari dell’amministrazione di non testimoniare e di non consegnare i documenti che avrebbero potuto metterlo sotto accusa.

Tutto come da copione, salvo un dettaglio scomodo per Trump. Il dettaglio fuori luogo si chiama Mitt Romney, senatore dello Utah, già candidato repubblicano alla Casa Bianca nel 2012 quando sfidò Barack Obama (e perse). Romney è l’unico senatore repubblicano ad aver avuto una crisi di coscienza. Almeno al 50%. Infatti ha scisso il suo voto in due. Si è schierato con i democratici votando l’impeachment del presidente “per abuso di potere”. Lo ha assolto invece sul secondo capo d’accusa, “ostruzione al Congresso”. La dissociazione di Romney si riflette nel risultato finale.

 

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