
Nuova stretta sull’immigrazione negli Stati Uniti. L’amministrazione di Donald Trump ha temporaneamente sospeso a livello globale la gestione delle domande per i visti di immigrazione, con conseguenze immediate per chi aveva già un colloquio fissato presso ambasciate e consolati americani. La misura è legata a un programma di formazione destinato ai funzionari consolari e finalizzato, in particolare, a rafforzare i controlli sui richiedenti che potrebbero diventare un «onere pubblico» una volta entrati negli Usa.
La decisione riguarda i visti per immigrati, cioè quelli destinati a chi intende trasferirsi stabilmente negli Stati Uniti, e non comporta invece uno stop generalizzato ai visti temporanei per turismo, studio o lavoro. Chi, ad esempio, ha un appuntamento per un normale visto turistico non deve considerarlo automaticamente cancellato e dovrebbe presentarsi regolarmente, salvo diversa comunicazione da parte della sede consolare competente.
La formazione globale dei funzionari
A dare per primo la notizia è stato il Financial Times. Il Dipartimento di Stato ha spiegato di aver avviato questo mese un’iniziativa di formazione globale con l’obiettivo di fare in modo che i funzionari consolari siano preparati a esaminare ogni domanda in maniera completa e uniforme.
Al centro della formazione c’è soprattutto l’applicazione del principio della public charge, previsto dalla normativa statunitense. La legge consente di considerare inammissibile uno straniero qualora il funzionario consolare ritenga che possa diventare in futuro un «onere pubblico». Nella valutazione possono entrare diversi elementi, tra cui età, stato di salute, situazione familiare, disponibilità economiche, istruzione e competenze professionali.
Gli effetti della sospensione si stanno già facendo sentire. Richiedenti che avevano colloqui programmati presso ambasciate e consolati Usa in diversi Paesi hanno ricevuto comunicazioni con cui veniva annunciato il rinvio dell’appuntamento. Al momento non è stata indicata una data generale per il ritorno alla normale attività.
Il nuovo giro di vite di Trump sull’immigrazione
Il provvedimento si inserisce nella più ampia politica sull’immigrazione portata avanti dalla Casa Bianca. Trump ha fatto del contrasto all’immigrazione irregolare uno dei punti centrali della sua presidenza, affiancandolo a restrizioni sull’ingresso legale negli Stati Uniti e a controlli più severi per ottenere visti e green card.
La nuova sospensione arriva inoltre pochi giorni dopo una battuta d’arresto giudiziaria per l’amministrazione. Una giudice federale di New York, Jeannette Vargas, ha annullato la precedente politica che aveva sospeso il rilascio dei visti di immigrazione ai cittadini di 75 Paesi, tra cui Iran, Afghanistan e Somalia. Secondo la giudice, quella misura oltrepassava i poteri attribuiti al Dipartimento di Stato e finiva per far dipendere l’accesso dal Paese di provenienza anziché dalla valutazione individuale affidata ai funzionari consolari.
La nuova iniziativa ha una struttura diversa: non individua un gruppo di Paesi, ma interessa il sistema consolare su scala globale, mentre i funzionari vengono formati sulle modalità con cui valutare i singoli candidati.
Cosa succede ora per gli italiani che aspettano il visto
Anche i cittadini italiani che stanno seguendo una procedura per ottenere un visto di immigrazione possono subire ritardi. Gli appuntamenti già fissati possono essere rinviati e, fino allo svolgimento del colloquio e alla conclusione delle verifiche, il procedimento per l’ingresso permanente negli Stati Uniti non può essere completato.
La distinzione fondamentale riguarda però il tipo di visto richiesto. La sospensione interessa i visti di immigrazione, utilizzati da chi punta alla residenza permanente negli Usa, per esempio attraverso determinati percorsi familiari o lavorativi. Non riguarda invece automaticamente i visti non immigranti, utilizzati per soggiorni temporanei come turismo, studio o alcune forme di lavoro.
Per chi ha già ricevuto una comunicazione di rinvio, la domanda non deve quindi essere considerata automaticamente respinta: il problema riguarda in questa fase la riprogrammazione del colloquio e il conseguente allungamento dei tempi. La durata complessiva dello stop resta però incerta.
Chi ha una pratica in corso dovrà quindi controllare le comunicazioni ricevute dalla sede diplomatica competente e gli aggiornamenti pubblicati attraverso i canali ufficiali statunitensi, soprattutto prima di affrontare spese o viaggi legati a un appuntamento consolare.