Esteri

Trump arma la Turchia: pronti i missili per Erdogan. Un accordo che fa tremare tutti

Gli Stati Uniti hanno dato il nulla osta per la vendita dei ben noti missili Patriot al governo di Ankara. La Defense Security Cooperation Agency, organo di Stato dipendente dal Dipartimento della Difesa americano che si occupa della vendita di sistemi d’arma attraverso il sistema del Foreign Military Sales, ufficializza in una nota che Washington venderà alla Turchia un consistente numero di missili, lanciatori e relativi sistemi radar del complesso Patriot. Il pacchetto comprende 80 missili MIM-104E a guida migliorata, 60 missili Pac-3 (Patriot Advanced Capability), quattro set di radar AN/MPQ-65, 20 lanciatori M903, cinque generatori e 10 Amg (Antenna Mast Group).

Il MIM-104 Patriot è prodotto dalla Raytheon ed è un missile superficie-aria (Sam) a medio raggio a propellente solido con un raggio d’azione di 70 chilometri ed una quota massima operativa di 24mila metri. Il missile Pac-3 è la versione del Patriot espressamente nata con compiti antimissile. È infatti in grado di intercettare i missili balistici di teatro ed ha una parziale capacità di colpire quelli a più lunga gittata come Mrbm e Irbm.

L’offerta americana, dunque, sembra a tutti gli effetti volta a escludere la possibilità che Ankara si doti del temibile sistema antiaereo made in Russia. Nel comunicato della Defense Security Cooperation Agency si legge che i Patriot forniranno alla Turchia una difesa efficace nella “lotta al terrorismo” facendo espressamente riferimento al ruolo centrale di Ankara nella lotta all’Isis, pertanto il rafforzamento di un tale alleato strategico risulta essere fortemente auspicabile da parte di Washington.

Al momento, però, non risulta che l’Isis sia dotato di una forza aerea o missilistica tale da poter porre un serio problema di sicurezza al fianco sud-orientale della Nato. Più realistica, e onesta, risulta essere la dichiarazione che riferisce di come i Patriot saranno efficaci, unitamente al sistema radar di lungo raggio AN/TPY-2 – lo stesso del sistema Thaad – nei riguardi della “crescente minaccia missilistica iraniana”. 

L’Iran infatti è dotato di missili balistici a raggio medio e intermedio che sono in grado di colpire, grazie al loro raggio d’azione, buona parte dell’Europa meridionale, e con la decisione unilaterale americana di denunciare il trattato Jcpoa, lo spettro di una possibile ritorsione missilistica di Teheran è tornato a riaffacciarsi. Ankara, però, potrebbe decidere di giocare su due fronti, acquisendo i Patriot contemporaneamente agli S-400 russi per non scontentare Mosca.

La Russia è diventata un interlocutore prioritario nel quadro della politica turca in Medio Oriente, con particolare riferimento alla questione curda in Siria e a quella iraniana, essendo Teheran un suo avversario strategico. Le prossime ore, nelle quali arriverà sicuramente la risposta di Mosca, saranno pertanto decisive per la trattativa che si sta giocando su due tavoli.

 

Ti potrebbe interessare anche: L’Europa e le rotte del gas: la guerra silenziosa di cui nessuno parla. Cosa succede