Esteri

Armi italiane alla Turchia, non solo elicotteri. Spunta il cannone da 600 colpi al minuto

Dopo lo scandalo armi e elicotteri, ora spunta un cannone da 600 colpi al minuto a sporcare l’immagine dell’Italia nella questione “vendita armi alla Turchia”. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha riferito ieri alla Camera sul conflitto turco-siriano. Il ministro ha informato i deputati di aver convocato nei giorni scorsi l’ambasciatore di Ankara per ribadire la ferma contrarietà all’azione militare e ha reso noto che l’Italia ha sollevato al Consiglio degli affari esteri dell’Unione europea la necessità “che tutti i 28 Stati membri aprissero una profonda riflessione sul blocco delle esportazioni di armamenti verso la Turchia”.

Allo stesso tempo Di Maio ha annunciato che “nelle prossime ore” avrebbe formalizzato “tutti gli atti necessari affinché l’Italia blocchi l’esportazione di armamenti verso Ankara”. In poche parole Di Maio ieri non aveva bloccato l’esportazione di armi italiane o prodotte in Italia verso la Turchia ma aveva solo detto che lo avrebbe fatto. Che è una bella differenza.

Ma oggi su Repubblica Annalisa Cuzzocrea ha raccontato della vendita del cannone automatico di progettazione svizzera Oerlikon KBA da 25 mm all’esercito turco. Un cannone capace di un rateo di fuoco fino a 600 colpi al minuto che come tante altre armi utilizzate dalla Turchia viene prodotto in Italia. L’ordine, che risale al 2016, è per 12 modelli di questo cannone. I pezzi vengono prodotti in Italia dalla tedesca Rheinmetall Defence.

Si tratta di armamenti che possono essere montati su blindati (in Italia li montano i Dardo e i Freccia dell’Esercito) o su imbarcazioni militari (la Turchia lo utilizza sui sistemi navali ASELSAN STOP). Dei dodici Oerlikon KBA uno è stato consegnato nel 2017, cinque a marzo del 2018 e – rivela Repubblica – un altro è pronto in questi giorni per essere spedito. E potrebbe già partire per la Turchia prima che l’embargo entri in vigore.

Semplicemente perché l’embargo sulle armi ancora non c’è. O meglio, non riguarda per ora i contratti in essere, quelli regolarmente autorizzati dai governi precedenti. In pratica l’annuncio di Di Maio potrebbe non avere alcuna conseguenza pratica. Sempre ieri, alla Camera Di Maio ha comunicato “di aver dato immediate disposizioni per l’apertura di un’istruttoria inerente i contratti in essere”.

Il che significa che per avere un embargo a tutti gli effetti che fermi il trasferimento di armi e sistemi d’arma alla Turchia in base alle autorizzazioni già concesse bisognerà attendere l’esisto dell’istruttoria che dovrà presumibilmente chiarire se e come sarà possibile farlo. Ed intanto il cannone che è pronto per la spedizione nello stabilimento di Roma della Rheinmetall potrebbe essere già arrivato ad Ankara…

 

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