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Ucraina, Di Battista: “Draghi un cartonato, Di Maio non doveva offendere Putin”

Alessandro Di Battista boccia sonoramente la linea politica tenuta dal governo italiano sulla guerra in Ucraina. Ospite di Giovanni Floris a Dimartedì, l’ex parlamentare del M5S punta direttamente il dito contro il presidente del Consiglio Mario Draghi, bollato come un “cartonato”. Ma non risparmia pesanti critiche neanche all’ex compagno pentastellato Luigi Di Maio che, da ministro degli Esteri, non doveva paragonare Vladimir Putin a un animale.

Alessandro Di Battista

“La Nato ha valutato l’istituzione della no-fly zone, ma se un solo aereo della Nato viene abbattuto da un missile russo dobbiamo rispondere contro la Russia, una potenza nucleare”. Così dichiara Di Maio in apertura di trasmissione. Posizione più moderata rispetto al duro attacco portato a Putin dallo stesso ministro degli Esteri qualche giorno fa. “Sono state utilizzate delle frasi non diplomatiche che hanno allontanato del tutto la possibilità dell’Italia di incidere. – commenta infatti Di Battista – Putin più atroce di un animale? Fossi stato Di Maio non avrei mai utilizzato quei termini”.

“Io sono contrarissimo a inviare le armi in Ucraina. – prosegue poi il suo intervento Di Battista – Per quanto riguarda il comportamento politico dell’Italia, credo che non si stia proprio muovendo. Il presidente Draghi, considerato mesi fa come addirittura la nuova Merkel, fondamentalmente non partecipa ai consessi che contano. È stato bypassato ieri da Biden, Scholz, Macron e Johnson. Ieri sera c’è stata una importantissima riunione tra Xi Jin Ping con Macron e Scholz. La Cina è l’unico Paese insieme alla Merkel che potrebbe far ragionare Putin in questo contesto”.

“E di Draghi neanche l’ombra. Credo che il presidente del Consiglio in questo momento si stia comportando come un cartonato. – questo il giudizio inappellabile di Alessandro Di Battista – Una persona che non viene minimamente considerata all’estero perché evidentemente l’Italia oggi si sta comportando in maniera più imperialista dell’impero, più realista del re. E questo in politica estera si paga, soprattutto quando c’è da portare avanti un negoziato. Draghi è stato richiamato dai giornali americani ed è tornato immediatamente all’ovile”, conclude.

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