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Influenza di Israele e lobby ebraiche: i dati del sondaggio
Un tema sensibile riguarda l’influenza attribuita a Israele e alle cosiddette lobby ebraiche nella politica occidentale. Il 54,9% degli intervistati riconosce questa influenza come reale e prevalentemente negativa. Un ulteriore 14% ammette l’esistenza di tale influenza, ritenendola comunque dannosa per la società.
In totale, quasi 7 italiani su 10 esprimono una valutazione critica su questo aspetto, mentre il 10,4% mantiene una posizione neutrale e il 13% attribuisce queste convinzioni a pregiudizi antisemiti.

Intenzioni di voto: stabilità e variazioni nei partiti principali
Il sondaggio, realizzato tra il 25 e il 26 marzo su un campione di 3.000 persone, assegna a Fratelli d’Italia il 29,2% delle intenzioni di voto, in lieve calo rispetto al 29,6% precedente. Il PD cresce al 22,2%, consolidandosi al secondo posto, mentre il M5S scende al 12,2%.
All’interno della coalizione di governo, Forza Italia è all’8,3%, superando la Lega al 7,3%. Seguono AVS al 6,5%, Futuro Nazionale al 3,6%, Azione al 3,0% e Italia Viva al 2,4%.
Fiducia nella premier Giorgia Meloni sotto il 40%
La fiducia nella presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si attesta al 38,7% di giudizi positivi: il 25,8% dichiara “molta fiducia” e il 12,9% “abbastanza fiducia”. Il 52% degli intervistati non ha fiducia, mentre un ulteriore 9,1% ne ha poca, mantenendo così il dato sotto la soglia del 40%.
In conclusione, il referendum sembra essere interpretato principalmente come un giudizio politico sull’attuale esecutivo. Sul tema del Medio Oriente emerge una richiesta di maggiore cautela, mentre sul fronte elettorale la situazione rimane stabile con piccoli spostamenti tra i principali partiti e una fiducia contenuta nella premier.