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Un Campus universitario in Italia su modello americano: per Unicusano è possibile

L’ambiente influenza il comportamento dell’uomo e di conseguenza anche le sue interazioni sociali. Possiamo dire che l’ambiente sia una componente fondamentale della vita di tutti i giorni. Perché l’ambiente costituisce lo sfondo, lo scenario – la scenografia, se vogliamo – su cui avvengono eventi e fatti.

Non è quindi difficile pensare che l’ambiente possa influire (ovviamente sia in termini positivi e sia in termini negativi) anche sull’apprendimento degli studenti. Per quanto riguarda gli atenei italiani troppo spesso abbiamo letto o sentito dire di lezioni svolte ai limiti dei parametri di sicurezza, magari in aule troppo piccole con studenti costretti a stare in terra o in luoghi che nulla hanno a che fare con l’isola dell’apprendimento chee dovrebbe essere un ateneo: ed ecco quindi ragazzi costretti a seguire lezioni in cinema (per ovvi motivi) poco illuminati, prendendo appunti su quaderni appoggiati sulle gambe.

Insomma studiare è qualcosa di importante che richiede devozione e attenzione. Per questo almeno da un punto di vista “climatico e ambientale” le università dovrebbero lavorare per perseguire le migliori condizioni possibili, mettendo il corpo docente e quello studentesco nelle migliori condizioni di lavoro e apprendimento possibili.

Università Niccolò Cusano: un esempio virtuoso

Un esempio – che dovrebbe essere ripreso da molte altre realtà – in questo senso è quello che fornisce sin dalla sua fondazione il Campus universitario Niccolò Cusano. L’ateneo è infatti al totale servizio dello studente grazie a una struttura di 54mila metri quadrati, 20mila di aule e 60mila di spazi verdi. A tutto questo si aggiungono altri servizi come le residenze per gli studenti fuori sede, la navetta e la palestra gratuite, il bar, la mensa, la biblioteca e tutto quello che potrebbe rivelarsi necessario per una corretta fruizione dell’esperienza di apprendimento.

L’esistenza di un contatto umano con i docenti e la frequentazione dell’Università rappresenta un’esperienza bella e indimenticabile. È questo uno dei motivi per cui molti studenti preferiscono integrare le lezioni online con quelle in presenza presso il campus dell’Università a Roma. Parlare di campus è forse quasi limitativo. Sarebbe più corretto dire che si tratta di uno spazio dove vivere un’esperienza di vita e di formazione davvero unica, capace di competere con le realtà universitarie private statunitensi. Uno spazio d’azione, un luogo dove studenti e docenti possono interagire e utilizzare una varietà di strumenti e risorse informative.

L’importanza di struttura e servizi all’avanguardia in un campus universitario

Presso il campus Unicusano, oltre le aule dove si svolgono le lezioni, gli studenti dispongono di servizi didattici all’avanguardia come laboratori informatici, laboratori per attività di ricerca, sale convegni, aule riservate alla lettura, tutor room, biblioteche e numerosi servizi per relax, sport e aggregazione. Basti pensare che il campus dell’Università sorge su un’area verde di sei ettari dove sono ubicate le aule per seguire le lezioni in presenza, ambienti multimediali, biblioteche, servizi ricreativi come mensa, bar, palestra e la Residenza dell’università che è costituita da 110 stanze con bagno in camera. Le sale dove seguire le lezioni sono ampie, climatizzate e luminose. Sono tutte dotate di ampie vedute sul verde e delle più moderne tecnologie didattiche, come le lavagne LIM su cui è possibile elaborare e digitalizzare i contenuti grazie ad un software di ultima generazione.

Inoltre, con due moderne sale convegni, l’Ateneo è anche una sede dinamica che ospita eventi di alta rappresentanza dedicati principalmente al mondo accademico. Le sale sono dotate di una cabina di regia e dispongono delle più avanzate tecnologie e impianti audiovisivi che permettono l’interconnessione digitale con le altre sale; in questo modo, è possibile trasmettere gli eventi in videoconferenza o in streaming grazie alla connessione via internet.

Insomma, non si tratta di una gara all’ultimo ritrovato della tecnologia, ma appare evidente come in luoghi belli, curati e a disposizione dell’apprendimento non possa poi che esserci una risposta direttamente proporzionale da parte degli studenti che sono in quei luoghi per imparare ed apprendere e dei docenti che in quelle stanze mettono a disposizione il loro sapere e le loro doti educative. Del resto, lo sosteneva già Dostoevskij quasi due secoli fa: La bellezza salverà il mondo.