Europa

Un esercito per l’Europa: la suggestione che arriva da oltre i confini, una rivoluzione che spiazza tutti

Un’Angela Merkel inedita, quella che si è presentata al Parlamento Europeo e che si prepara a lasciare la politica nei prossimi mesi dopo una lunghissima avventura. Applaudita, contestata da una parte dell’aula. E per la prima volta aperta alla possibilità di “costruire un giorno un vero esercito europeo”, una forza comune utile a “dimostrare al mondo che tra le nazioni d’Europa non ci potrà mai più essere guerra”. Puntualizzando poi che, in termini di difesa, l’esercito del futuro dovrà essere “complementare alla Nato”.

Il tutto però senza rinunciare alla propria autonomia, con un Consiglio europeo per la Sicurezza a presidenza rotante dove vengono prese le decisioni strategiche. “Il tempo in cui potevamo contare sugli altri è finito: oggi noi europei dobbiamo prendere il destino nelle nostre mani”. La Merkel ha anche aggiunto di essere al lavoro con la Francia di Macron per un “bilancio per l’Euro”, senza però specificare i dettagli di questa operazione.
La cancelliera ha anche affrontato nel suo discorso il tema del nostro paese, quell’Italia che con Bruxelles sembra destinata ormai allo scontro. Lo ha fatto evocando una solidarietà che è “parte del Dna europeo” ma puntando il dito contro decisioni singole che hanno “un effetto sull’intera comunità: solidarietà e responsabilità vanno insieme”. Chi viola la libertà di stampa mette a rischio lo Stato di diritto in tutta l’Unione. Declinato sull’Eurozona, chi crea nuovo debito mette in discussione la forza e la stabilità dell’Europa.La moneta unica può funzionare, secondo la Merke, solo se “ogni Paese membro rispetta a casa propria le regole di stabilità finanziaria”. Un discorso che poi si fa più esplicito: “Noi vogliamo tendere una mano all’Italia, che è un Paese fondatore. Ma l’Italia ha anche deciso insieme a tutti gli altri le regole che sono la base giuridica dell’Euro. Ora qualcuno dice che ciò non interessa più”. La speranza della cancelliera è che “si giunga a una soluzione e lo si faccia nel dialogo con le autorità italiane, lo ha detto il presidente Conte”.

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