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Un partito di Conte? Oggi arriverebbe oltre quota 20 per cento

Cosa succederebbe se Giuseppe Conte, l’uomo più amato di questo recente periodo storico, decidesse di colpo di passare all’incasso e lanciarsi in un’avventura politica personalissima, fondando un partito? Stando ai sondaggi, il premier arriverebbe al 21 per cento. A votarlo, tra gli elettori M5s, sarebbe il 17 per cento, contro il 10 degli elettori pentastellati che certamente non lo voterebbero: i dati arrivano da un sondaggio Emg Acqua presentato da Fabrizio Masia ad Agorà, su Raitre.

Rispetto all’elettorato totale invece, a votare un partito di Conte con certezza sarebbe il 6 per cento, percentuale che sale se si aggiungono gli elettori che probabilmente lo voterebbero (15 per cento). Conte è anche il leader che riscuote maggiore fiducia in Italia con una percentuale del 43 per cento degli intervistati.
Segue Matteo Salvini con il 41 per cento, Giorgia Meloni al 29 e Luigi Di Maio al 27. Nicola Zingaretti si trova al quinto posto, con il 24 per cento dei consensi mentre Silvio Berlusconi è al 18 per cento. La stessa rilevazione dice che dopo la caduta del governo giallo-verde era meglio andare alle elezioni per il 58 per cento degli elettori, mentre è stato meglio formare un nuovo governo per il 39.  
Per quanto riguarda i partiti se si votasse oggi la Lega sarebbe il primo partito, seguito dal Pd. Il 33,3 per cento degli intervistati ha infatti risposto che voterebbe per il partito guidato da Salvini, il 23 quello guidato da Zingaretti. Il Movimento 5 Stelle otterrebbe il 19,7 per cento delle preferenze, Forza Italia il 7,8, quindi più di Fratelli d’Italia che è al 7 per cento. Più Europa arriverebbe al 2,6 per cento, La Sinistra all’1,8.

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