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Un rimpasto estivo per ancorare il governo: e il toto-nomi è già scattato

Nessuno lo dice apertamente, anche se l’ipotesi continua a circolare sottobanco. Voci, al momento. Senza però escludere che possano trasformarsi in qualcosa di più concreto. Superato lo scoglio del maxi decreto economico, e con un premier Conte più determinato che mai a blindare un governo all’apparenza traballante, tra i parlamentari si inizia a fantasticare sull’ipotesi di un rimpasto che possa modificare gli equilibri della coalizione giallorossa e allo stesso tempo dotarla di radici più solide. 

Tante, ancora, le anime agitate all’interno della maggioranza. Da un lato Matteo Renzi, ormai deciso a portare avanti una linea precisa: promettere di non voler tentare spallate a Palazzo Chigi e allo stesso tempo cannoneggiare il presidente del Consiglio a ogni occasione buona. Dall’altra il Partito Democratico, sempre più insofferente nel vedere il caos dominare l’azione di governo. In mezzo i Cinque Stelle, alla disperata ricerca di una nuova identità che tarda a prendere forma e che passa anche, di tanto in tanto, da strappi e prese di posizione in contrasto con gli alleati.
Franceschini, raccontano dalle parti del Parlamento, in queste ore si è duramente sfogato con i colleghi dem, sostenendo che andare avanti ancora in questa maniera è impossibile. E rafforzando, allora, le voci di qualche avvicendamento in seno a un governo che necessita di un deciso cambio di passo. I nomi che si fanno? Al momento si parla dell’addio del ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti e di quello delle Infastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli. Tra le papabili “new entry”, invece, Luigi Marattin di Italia Viva e il capogruppo Pd alla Camera Graziano Del Rio.Non manca, però, chi chiede una frattura ancora più netta, con avvicendamenti anche in qualche ministero “pesante”. Su tutti, l’Istruzione: la figura di Lucia Azzolina continua a dividere e il partito di chi vorrebbe vederla sostituita pare rafforzarsi col passare dei giorni. Anche se, a quel punto, sul successore della ministra si aprirebbe lo scontro.

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