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La proposta del ministro Bongiorno: “Test attitudinali per i magistrati”

Una lunga intervista in cui ha toccato temi diversi, di competenza sia del suo ministero che di altri. Giulia Bongiorno, il ministro della Pubblica Amministrazione, ha parlato a tutto tutto a Libero, auspicando al più presto una riforma della giustizia e sottolineando di aspettare con ansia “di vedere il progetto del ministro Alfonso Bonafede”.

Secondo la Bongiorno “il magistrato dovrebbe sempre essere imparziale e super partes”, perché anche se non è scandaloso che “nel Csm ci siano correnti”, bisogna evitare “la politicizzazione dell’organo e gli scontri tra fazioni”. Mentre, passando ai criteri d’accesso, secondo il ministro leghista “ci vuole anche una verifica psicoattitudinale: non può diventare giudice solo chi è più bravo degli altri a imparare a memoria i codici e la giurisprudenza, sono indispensabili anche doti caratteriali di equilibrio e buon senso”.
“Poi – ha continuato la Bongiorno – una volta superato l’esame, serve una formazione accurata e completa e se, vinto il concorso, il tirocinio va male, dev’essere inibita ogni possibilità di accesso alla magistratura”. Nella stessa intervista Giulia Bongiorno ha ribadito l’introduzione, a breve, di un corso di laurea in Pubblica amministrazione, che al momento sarebbe in fase di messa a punto, in collaborazione con il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. Per accedere servirà vincere un concorso subito dopo il diploma di maturità, poi gli studenti studieranno “programmazione e controllo delle PA, management, digitalizzazione, diritto, lingue, materie tecniche, progettazione sui fondi strutturali”, ha spiegato il ministro della Pubblica amministrazione. Per quanto riguarda invece il suo operato, il ministro leghista ha sottolineato: “Ho sbloccato le assunzioni, ora per ogni dipendente che va in pensione uno viene assunto e in più – ha annunciato Giulia Bongiorno – è previsto un fondo per ingressi straordinari: 130 milioni per il 2019, 320 per il 2020 e 420 per il 2021”.

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