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La repressione c’è ma non si vede: un viaggio nell’Ungheria di Orban

Un Paese al quale l’Italia ha strizzato l’occhio più volte in passato, con Matteo Salvini a scattarsi raggiante foto insieme a Viktor Orban. L’uomo che ha trasformato l’Ungheria in una sorta di “regime”, condannato anche dal Parlamento Europeo.  E che è stato raccontato, attraverso le pagine dell’Huffington Post, dal sindacalista dei metalmeccanici Balázs Babel: “Qui non c’è violenza, non ci sono prigionieri politici, la polizia non carica mai i manifestanti”, ammette il sindacalista. “Ma chi si espone contro il governo e magari riesce anche ad acquisire una certa fama, diventa subito oggetto di una campagna di fango da parte dei media quasi tutti filo-governativi…”.

Di recente è successo ad una giovane 18enne. È diventata famosa in Ungheria per aver preso la parola nelle manifestazioni di quest’inverno contro la cosiddetta ‘legge schiavitù’, il provvedimento che permette ai datori di lavoro di chiedere ai dipendenti fino a 400 ore di straordinario e di pagarle anche tre anni dopo. I media l’hanno massacrata per i voti bassi a scuola, lei ha denunciato e vinto in tribunale: la vita privata non c’entra, hanno deciso i giudici. “Ma intanto la sua popolarità è finita azzoppata”, dice Balàzs.
“Quest’inverno abbiamo avuto ben 5 scioperi nel settore auto – prosegue il sindacalista – Non si era mai visto prima, tanto che il 2019 è stato definito l’anno degli scioperi. Ma questo non significa che il potere di Orban si stia sfaldando”. Il premier ungherese ha incontrato di recente ancora una volta Salvini, deciso a portare il leghista in un’alleanza con il Ppe dopo le europee.All’interno della sua nazione, però, “democrazia” sembra essere una parola sconosciuta: “Ha messo su un sistema clientelare – spiega Tibor Meszmann, ricercatore dell’Accademia del gruppo di sociologi ‘Helyzet’ – che copre i settori che maggiormente dipendono dai fondi pubblici, anche europei, ma anche il settore privato, i pensionati e qualsiasi ambito professionale. I suoi ‘cannoni’ sono i media: li ha usati per sbaragliare la protesta dei medici otto anni fa. Questo è un regime che usa metodi molto sottili ma molto efficaci”.

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