
Laura Boldrini smentisce di avere rapporti con Youssef Siher e contesta con fermezza la ricostruzione che l’ha associata al ricercatore fermato nell’indagine sul Movimento 17 ottobre. Rispondendo all’Adnkronos, l’ex presidente della Camera chiarisce che le citazioni apparse sui social rimandavano a una conferenza stampa del 2023 sul caso di Khaled El Qaisi. «Non conosco Youssef Siher», afferma, parlando di «manipolazione».
Laura Boldrini: «Vedo il suo volto per la prima volta sui giornali»
La deputata del Partito democratico esclude qualunque conoscenza diretta di Siher. «È la prima volta che vedo il suo volto sui giornali», dichiara, respingendo l’ipotesi di un legame personale o politico. Secondo la sua versione, l’accostamento sarebbe nato da alcuni tag pubblicati sui social in relazione a un’iniziativa svoltasi nella sala stampa di Montecitorio.
Boldrini precisa che quelle menzioni erano riferite a una conferenza organizzata da Amnesty International, con il coinvolgimento di tutte le persone intervenute, compresa lei. Il nodo della replica riguarda dunque la differenza tra un tag sui social network e l’esistenza di un rapporto effettivo con chi ha condiviso quel contenuto.
La conferenza a Montecitorio per Khaled El Qaisi
L’incontro, spiega la parlamentare, fu promosso per richiamare l’attenzione sulla detenzione di Khaled El Qaisi, studente italo-palestinese arrestato in Israele nell’agosto del 2023. Boldrini definisce arbitrario quell’arresto e riferisce che Siher, in un secondo momento, avrebbe taggato la notizia dell’evento citando lei e gli altri partecipanti.
La conferenza risulta nell’archivio di Radio Radicale e si tenne il 27 settembre 2023 su iniziativa della deputata Stefania Ascari. Nell’elenco degli interventi figurano, tra gli altri, Boldrini, il portavoce di Amnesty Italia Riccardo Noury, familiari e legali di El Qaisi. Nella scheda relativa all’appuntamento, Youssef Siher non risulta tra i relatori.
El Qaisi fu quindi scarcerato il 1° ottobre 2023. Per una settimana rimase a disposizione delle autorità, con il divieto di lasciare il Paese.
La replica di Boldrini sull’accostamento con Siher
L’ex presidente della Camera definisce duramente la ricostruzione che ha alimentato il caso. «Far discendere da questo un mio legame con Siher mi sembra una operazione veramente becera e disonesta, una vera e propria manipolazione», afferma nelle dichiarazioni rilasciate all’Adnkronos.
Boldrini aggiunge di non poter verificare costantemente le numerose menzioni ricevute sulle piattaforme social. La sua smentita riguarda sia l’assenza di una conoscenza personale con Siher sia l’interpretazione dei tag come elemento utile a dimostrare un collegamento, mentre conferma la partecipazione alla conferenza sul caso El Qaisi.
Il fermo di Youssef Siher nell’inchiesta sul Movimento 17 ottobre
La vicenda si colloca nel contesto delle notizie sul fermo di Youssef Siher, trentenne che, secondo gli investigatori, sarebbe tra le figure di riferimento del Movimento 17 ottobre, legato alle mobilitazioni degli ultimi giorni.
Come riferito dall’ANSA, il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Milano nell’ambito di un’indagine nella quale vengono ipotizzati istigazione a delinquere, terrorismo e violenza organizzata durante manifestazioni pubbliche. Si tratta di contestazioni investigative che dovranno essere verificate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.