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Usa, torna il Far West. Altra sparatoria in Ohio: ci sono vittime. Ieri 20 morti in Texas

Negli Stati Uniti torna il Far West: c’è stata un’altra sparatoria, stavolta a Dayton, in Ohio, appena qualche ora dopo la strage a El Paso, in Texas. Secondo diversi siti americani un uomo armato ha aperto il fuoco e ci sono diverse persone, almeno una decina, colpite dagli spari. Secondo l’emittente WHio News, ci sono delle vittime, tra i quali probabilmente anche l’uomo che ha sparato.

Nell’area, sono intervenuti numerosi agenti di polizia: l’area teatro della sparatoria è la East 5th Street nel distretto dell’Oregon, ad ovest del centro cittadino. Dalle prime informazioni dei siti Usa, un assalitore sarebbe stato ucciso, mentre un altro possibile assalitore, un uomo bianco che imbracciava un fucile, è stato visto fuggire a bordo di un’auto e avrebbe investito un pedone. Ieri, l’altra tragedia, in Texas.

La strage si è compiuta all’interno di un Walmart alla periferia di El Paso, in Texas: i morti secondo il governatore del Texas sono 20, e 26 sono invece i feriti. Sembra che fra le vittime ci siano anche dei bambini. Un’ora di terrore: con la sparatoria iniziata quando nella cittadina al confine col Messico sono passate da un pezzo le dieci del mattino, ma il killer viene fermato solo a mezzogiorno.

Ha agito da solo stabilisce la polizia che indaga su un “possibile crimine di odio”. Le telecamere di sorveglianza restituiscono l’immagine di un giovane con i pantaloni chiari, la maglietta a maniche corte nera, gli occhiali e le cuffie: mentre entra nel locale armato di AK-47, il kalashnikov purtroppo usato in tante altre stragi. Verrà riconosciuto ore dopo: si tratta di Patrick Crusius, 27 anni.

Autore di una sorta di manifesto postato on line addirittura nel 2017, dove dice di odiare gli Ispanici. Una strage di odio dunque: proprio in una delle città che in questi mesi è stata centro della crisi dei migranti. E dove a pochi chilometri c’è l’infame centro di detenzione di Clint dove i bambini sono tenuti nelle gabbie.

La strage è l’ennesima di una lunga coda che non si vuole fermare: ieri il Texas, oggi l’Ohio, una settimana fa, invece, un 19enne di origini italo-iraniane, con simpatie suprematiste, aveva sparato sulla folla del Garlic Festival di Gilroy, in California uccidendo un bimbo di 6 anni, un’adolescente di 13 e un ragazzo di 25. Ma Trump continua ad alimentare odio e razzismo, come fa il suo discepolo Salvini in Italia.

 

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