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“Noi diciamo no”. Così Meloni e Salvini si rifiutano di sensibilizzare gli italiani al vaccino

Il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, aveva lanciato un appello: “Una foto dei leader di tutti i partiti” per dire agli italiani che è indispensabile vaccinarsi contro il Covid. Hanno detto sì Zingaretti, Berlusconi, Renzi e Crimi. Gli unici a dire no? Ovviamente sono stati Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il primo a rispondere all’appello è stato il segretario del Pd Nicola Zingaretti, subito dopo il fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi e poi quello di Italia Viva Matteo Renzi. A ruota hanno rispoto – tutti tramite una lettera pubblicata sul Corriere – Vito Crimi per il M5S, Giovanni Toti, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Zingaretti: “Caro Direttore, io ci sono. Concordo nella sua proposta di organizzare una campagna unitaria fra i principali leader politici per la promozione del vaccino anti-Covid, e sono a disposizione per qualsiasi azione. Su questi temi l’unità è importante per ricostruire fiducia e speranza nel futuro”.

Poi la lettera di Silvio Berlusconi: “Caro direttore, condivido la sua proposta. Il vaccino è l’unico strumento possibile per debellare una tragedia come quella del Covid che è già costata troppi lutti, troppe sofferenze, troppi danni economici, sociali, civili. I leader politici debbono dare il buon esempio e possono farlo insieme. Io l’ho già detto, sono disponibile a vaccinarmi pubblicamente in qualsiasi momento. Un cordiale saluto”. La lettera di Matteo Renzi: “Caro direttore, accolgo volentieri il suo appello. Ogni iniziativa utile a sensibilizzare gli italiani sulla necessità di fare il vaccino è ben venuta ed importante. Ho detto più volte che sarei favorevole all’obbligatorietà dei vaccini: introduciamola subito almeno per gli operatori sanitari e socio sanitari. E sosteniamo ogni iniziativa di sensibilizzazione sul tema”.

La lettera di Vito Crimi: “Avevo già dichiarato che mi vaccinerò non appena sarà possibile, senza scavalcare nessuno, e sono assolutamente disponibile a prendere parte alla campagna che avete promosso. Penso che in un momento così difficile per l’Italia, nel quale unità e collaborazione sono un dovere per la politica, gesti come questo rappresenterebbero un bel segnale”. Dall’opposizione, una risposta positiva solo da Toti: “Caro direttore, accolgo la tua proposta di fare una vaccinazione simbolica di tutti i leader dei diversi partiti e schieramenti del Paese per dare un segnale forte ai cittadini sull’importanza della vaccinazione. Contate pure su di me”.

Poi il niet di Matteo Salvini: “Caro direttore, seguirò come sempre le indicazioni del mio medico, e non avrei problemi a farlo pubblicamente. Sul vaccino è giusto e doveroso informare, spiegare, comunicare e coinvolgere, senza costringere o obbligare. Intanto dedico parte del mio tempo, insieme a sindaci e governatori della Lega e di ogni parte politica, a lavorare perché la campagna vaccinale sia organizzata nel migliore dei modi, dando fra gli altri la priorità a donne e uomini disabili del nostro Paese, sei milioni di cittadini che meritano di essere considerati di Serie A”. E infine Giorgia Meloni: “Comprendo le ragioni del direttore, ma temo che una foto del genere rischierebbe di essere addirittura controproducente. Ho già dichiarato varie volte che mi vaccinerò, ma ritengo che i politici in questa fase non siano il miglior testimonial possibile”.

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