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Valore Bitcoin: quante volte ha registrato il crollo

Nell’ultimo anno il valore del Bitcoin si è moltiplicato di oltre venti volte, da poco più di 700 dollari a circa 16000. Una crescita spettacolare superiore al 2000 per cento: ogni 100 dollari di Bitcoin sono diventati 2000. Ma il valore della valuta elettronica più famosa oscilla, ha oscillato in passato, e almeno in un periodo è diminuito in modo così forte e così a lungo da far pensare che potesse anche crollare e segnare la fine della sua esistenza. Sta di fatto che dal 2010 ad oggi la criptovaluta più scambiata al mondo è stata data per morta ben 253 volte.

Le reazioni a questo fenomeno sono le più sfaccettate. Alcuni ritengono che il bitcoin registrerà una crescita senza precedenti. Altri osservatori invece sono sicuri di essere in presenza di una bolla in procinto di scoppiare. La prima volta che il bitcoin è stato dichiarato morto era il 15 dicembre 2010, quando valeva solo 23 centesimi di dollaro.

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Come si definisce il valore del Bitcoin

I Bitcoin sono nati all’inizio del 2009. Attraverso i dati disponibili su internet sui siti che si occupano della sua commercializzazione (praticamente gli unici disponibili) e in particolare su quello ufficiale di blockchain, ovvero il sistema che registra tutte le transazioni della moneta, si può leggere che per lungo tempo il suo valore è stato pari a zero. Solo dopo oltre un anno è passato a 6 centesimi di dollaro, in coincidenza con le prime transazioni. Il valore dei Bitcoin è definito solo attraverso un meccanismo di domanda e offerta: più cresce la domanda, più il prezzo sale. 

Nessuno però sa come sia stato determinato il prezzo di queste prime transazioni, che hanno spostato il valore da zero a un numero positivo. Alla fine del 2010 il Bitcoin era già salito a circa 29 centesimi, con un aumento del 450 per cento in pochi mesi: una persona che in quel momento avesse posseduto 1000 euro di Bitcoin si sarebbe ritrovata con 4500 euro. 

Il valore della moneta oscilla

Alla fine del 2013 il valore della moneta è oltre i 100 dollari, appare stabile o in leggera crescita fino a quando all’improvviso si impenna e arriva a toccare 1151 dollari il 4 dicembre di quattro anni fa. L’aumento è di oltre il 1000 per cento: 1000 euro sono diventati in pochi mesi più di 10000. Da quel momento il prezzo crolla e tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 il Bitcoin scende sotto i 300 dollari per arrivare poi anche a meno di 250, cioè neppure un quarto del valore massimo toccato. Una crisi grave che coincide con alcuni eventi.

A gennaio del 2014 viene arrestato l’amministratore di una delle “banche” virtuali che cambiano e raccolgono Bitcoin, la Bitinstant, con l’accusa di riciclaggio di denaro a favore del mercato nero Silkroad. Lo stesso sito Silkroad, dove si possono comprare e vendere anche armi e droga, finisce nel mirino degli investigatori statunitensi e prima della fine del 2014 viene chiuso mentre la FBI sequestra milioni di dollari in Bitcoin usati per le transazioni illegali. Un’altra banca, la Mt. Gox giapponese, chiude a causa di una vicenda poco chiara che avrebbe visto un furto di Bitcoin da parte di hacker. 

Nessuno sa se l’impennata del valore della fine del 2013 fosse dipesa dall’uso per acquisti illegali della moneta, che avrebbe provocato un forte aumento della domanda, o da altre vicende. Dopo il brusco ridimensionamento, però, il valore dei Bitcoin da allora ha ripreso a crescere in maniera abbastanza regolare, anche se con qualche momento di brusca impennata, per esempio a giugno del 2016 e a gennaio del 2017. Anche nella corsa iniziata la scorsa primavera ha avuto improvvisi cali, fino ad ora ogni volta recuperati nelle settimane successive. 

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 Il presunto anno della morte del Bitcoin

Annus horribilis avrebbe dovuto essere il 2017 quando il Bitcoin è stato dato per spacciato ben 110 volte. Ma i fatti hanno smentito le Cassandre dato che nello stesso anno la criptovaluta ideata da Satoshi Nakamoto si è rivalutata del 1.400% sfiorando i 20mila dollari.

Anche nelle ultime settimane – quando la quotazione del Bitcoin è scesa fino a 6mila dollari confermando una volatilità per cuori forti, quindi il 65% in meno rispetto ai massimi – in molti hanno inciso la lapide sul Bitcoin. Tuttavia, anche in quest’ultima occasione è arrivata la smentita finanziaria. Il Bitcoin si è riportato a ridosso dei 10mila dollari, quasi la metà rispetto al massimo storico ma in ogni caso sempre il +900% rispetto alla valutazione esibita esattamente 12 mesi fa e quasi il 45% in più rispetto ai minimi toccati a inizio mese.

Il futuro del Bitcoin

Il Bitcoin morirà? Oppure continuerà a crescere portandosi, come nelle previsioni più coraggiose, in area 50mila dollari o chissà dove? Oppure stazionerà per lungo tempo intorno agli attuali valori oppure si ridimensionerà senza chiudere i battenti?

La realtà è che al momento ci sono proiezioni di tutti i tipi, in tutte le direzioni possibili. La sfera di cristallo viaggia alla velocità della luce e accoglie i pareri più variegati. Non resta quindi che affidarsi al tempo. L’unico in grado di raccontarci, chissà quando, la vera storia del Bitcoin.

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