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Vaticano, donne in rivolta: si dimettono in massa dall’Osservatore romano

Le donne si ribellano in Vaticano. Lucetta Scaraffia lascia la collaborazione e la direzione del mensile dell’Osservatore Romano “Donne Chiesa Mondo” denunciando un clima di sopraffazione soprattutto dopo la denuncia dello scandalo degli abusi sessuali sulle suore. “Me ne vado insieme a tutta la redazione dell’inserto femminile. Sul quotidiano siamo scomparse e ci hanno delegittimato. Il picco si è verificato quando è uscito un pezzo a firma di Monica Mondo dedicato a un documentario francese sugli abusi sulle suore del tutto in linea contraria alla nostra posizione in merito”.

“Evidentemente la nostra linea dà fastidio. Per questo ci facciamo da parte”. Pronta, tuttavia, la risposta del direttore Andrea Monda, succeduto per volere di Francesco a Gian Maria Vian (che chiamò Scaraffia all’Osservatore) qualche settimana fa.

“Da quando sono stato nominato direttore ho garantito alla professoressa Scaraffia e al gruppo di donne della redazione la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l’inserto mensile da quando è nato, astenendomi dall’interferire in qualsiasi modo sulla fattura del supplemento mensile del giornale e limitandomi a offrire il mio doveroso contributo (nel suggerimento di temi e persone da eventualmente coinvolgere) alla libera valutazione della professoressa Scaraffia e della redazione del supplemento”.

Scaraffia si congeda scrivendo una lettera al Papa: “Caro papa Francesco, con grande dispiacere Le comunichiamo che sospendiamo la nostra collaborazione a ‘Donne chiesa mondo’, il mensile dell’Osservatore Romano da noi fondato, del quale Benedetto XVI ha permesso la nascita proprio sette anni fa e che Lei ha sempre incoraggiato e sostenuto”.

“Gettiamo la spugna perché ci sentiamo circondate da un clima di sfiducia e di delegittimazione progressiva, da uno sguardo in cui non avvertiamo stima e credito per continuare la nostra collaborazione. Con la chiusura di ‘Donne chiesa mondo’ si conclude, o meglio si spezza, un’esperienza nuova ed eccezionale per la Chiesa…”.

Nel ringraziare la storica per il lavoro svolto in questi anni, Monda spiega che “quanto al futuro del supplemento, posso assicurare che esso non era in discussione. E che dunque la sua storia non si interrompe ma continua. Senza clericalismi di alcun genere”.

 

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