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Vegea: la start-up che ricicla gli scarti dell’uva

Dalla spremitura dell’uva si producono molti scarti: bucce, semi, raspi hanno delle importantissime potenzialità. Vegea ha avuto un’intuizione geniale e ha colto al volo questa grande opportunità: ha studiato, realizzato e brevettato un progetto innovativo e sostenibile che consiste nel trasformare la cosiddetta vinaccia in una fibra vegetale a basso impatto ambientale. Il risultato di questo processo può essere utilizzato nella moda, nell’arredamento e nella realizzazione di automotive.

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Chivas Venture: Contest Internazionale

Con questa idea, Vegea ha superato il Contest Internazionale Chivas Venture, e rappresenterà l’Italia alla finale mondiale che si terrà ad Amsterdam a Maggio 2019, all’interno del Summit dal nome “The next Web Conference”. Qui, la start-up si contenderà la vittoria con altre diciannove imprese innovative, provenienti da tutto il Mondo. Prima di affrontare questa sfida, però, in quanto vincitrice italiana, porterà il suo Team a Londra per affrontare un periodo di coaching e mentoring personalizzati, finalizzato al consolidamento del suo volume di affari.

Durante la finale saranno suddivisi 750mila dollari tra i primi cinque vincitori, 100mila ai migliori che si sono aggiudicati i posti dal sesto al decimo, e 5mila dollari ciascuno dall’undicesimo al ventesimo.
Marco Bernardi, responsabile ricerca e sviluppo Vegea, ci tiene a sottolineare: “Quest’anno inizieremo con la commercializzazione del materiale. Stiamo lavorando per diventare più competitivi rispetto alla pelle animale, che ha già un prezzo più elevato. E, in funzione dei volumi di produzione, anche con quella sintetica”.

Inoltre, l’azienda emergente ha recentemente sviluppato collaborazioni con distillerie su tutto il territorio nazionale e parteciperà ad Horizon 2020, un programma europeo. Il team di Vegea è sicuro che la fase di industrializzazione aziendale terminerà in primavera.

Bernardi continua: “Siamo pronti a espandere le collaborazioni con la rete vitivinicola a livello europeo, portare avanti ricerca e sviluppo e ampliare la rete commerciale”.

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Le concorrenti italiane di Vegea

Durante le selezioni italiane, Vegea ha sfidato aziende emergenti che si sono distinte nel panorama internazionale per il grande interesse rivolto al tema della sostenibilità. Tra queste: 3Bee, BionIt labs, MyFoody.it.

3Bee è un’azienda che unisce l’elettronica, la biologia e internet delle cose. Il suo obiettivo fondamentale è la salvaguardia delle api. Infatti, attraverso un sistema di monitoraggio elettronico da unire all’alveare, è capace di rilevare molte informazioni sullo stato di salute di questi uccelli insettivori. Nel qual caso ci sia qualcosa che non va, l’apicoltore potrà intervenire in modo selettivo e specifico in tempo reale.Questo modello potrà essere utilizzato anche in altri tipi di allevamento. L’obiettivo primario di tale tecnologia è quello di migliorare la qualità di vita delle api, attraverso interventi mirati e, ottimizzare la produzione di miele.

BionIt Labs: ha ideato una speciale protesi di mano mioelettrica, che potrà essere utilizzata nelle persone che hanno subito un’amputazione. Le falangi sono regolate da un solo motore.

MyFoody.it, new entry, che mira ad abbattere lo spreco alimentare con la geolocalizzazione. Attraverso un’applicazione creata ad hoc, il consumatore potrà verificare lo stato dei prodotti presenti nei supermercati del territorio e individuare quali di questi hanno difetti di confezionamento o stagionali. Ciò permetterà di comprare alimenti ad un prezzo scontato.