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Vaccini, Zaia “secessionista” vuole che il Veneto li acquisti da solo. Sfida al governo

Il Veneto vuole fare da solo. Sul fronte vaccini si apre un’altra spaccatura, o un’altra possibilità. “Abbiamo avuto dei contatti per l’approvvigionamento dei vaccini già approvati. Stiamo verificando. Non la vediamo come una contrapposizione al governo, ma dobbiamo prendere atto che prima viene la salute dei veneti”. Con queste parole il governatore Luca Zaia lancia l’offensiva. In conferenza stampa ha spiegato che la Regione sta trattando con alcuni intermediari per valutare l’acquisto di dosi aggiuntive dei vaccini già approvati da Ema e Aifa: Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca. Fiale extra (circa un milione di dosi secondo la stampa locale) che si sarebbero rese disponibili sul mercato.

“Le paventate disponibilità sono tutte da verificare – ha spiegato Zaia – ma ci sono anche carte scritte”. Addirittura ci sono delle indicazioni sul costo: “I prezzi, per un caso mostrano un rincaro di 4 o 5 volte, e in un altro invece è un po’ più basso, di circa il 10%. In due contatti c’è la disponibilità immediata”. Il governatore, consapevole che si tratta di un tema molto delicato, ha anche fatto presente che la Regione avrebbe le carte in regola per poter acquistare le dosi da sé. Bypassando quindi lo schema d’acquisto fino ad oggi portato avanti dalla Commissione Europea. Come?

“C’è un titolo giuridico – ha spiegato ai giornalisti – noi possiamo acquistare farmaci”. Non solo, il governatore leghista – come riporta Il Messaggero – ribalta anche la questione e si interroga su come si possa “dire no ad un’offerta mettendo a repentaglio la salute dei cittadini?”. Ma anche altre Regioni si starebbero muovendo come il Veneto, su tutte Emilia e Campania. “So che anche ad altri colleghi qualcuno si avvicina”, ha dichiarato en passant Zaia, puntando in qualche modo il dito anche verso la Lombardia: “Non lo so – ha spiegato – Ma ho letto che la Lombardia vaccinerà tutti entro giugno”.

Un’indiscrezione, poco altro, che dalla Regione non confermano. A differenza di quanto fa una fonte molto vicina al ministero della Salute al Messaggero: “È l’anarchia, ognuno fa pianificazione soggettiva” spiega, additando, tra coloro che sarebbero state avvicinate Campania ed Emilia-Romagna. A domanda precisa, dalla Regione Campania in un primo momento fanno sapere: “Nulla di concreto, ci sono aziende che contattano le Regioni”. Poi però, quasi ritrattano, e precisano: “Si parla di chi produce i vaccini, con cui ci sono incontri frequenti per organizzare le consegne”. Dall’Emilia Romagna invece, uno stentoreo “non lo escludiamo”.

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