Economia

L’Italia da bere: la classifica dei migliori vini che arrivano dal nostro Paese

I vini italiani continuano ancora una volta a conquistare la vetta nelle classifiche mondiali per il settore enologico. Anche nel campo enologico, il Made in Italy risulta ancora tra i migliori produttori, e non solo dal punto di vista esclusivamente qualitativo ma anche grazie al vantaggioso rapporto qualità-prezzi. A dirlo è Wine Spectator, prestigiosa rivista conosciuta come la “bibbia del vino” a livello internazionale, che aveva già premiato nel novembre scorso il Sassicaia 2015 come miglior vino del mondo. Il grande sviluppo a cui il comparto della gastronomia italiana è andato incontro negli ultimi anni ha avuto ripercussioni importanti specialmente su quello vinicolo, rendendo ad oggi l’Italia uno dei paesi produttori di maggior successo capace di meritare in pieno questa fiducia grazie a un proficuo aggiornamento delle modalità di produzione e a un’ancora maggiore attenzione per la qualità.


La graduatoria stilata dal popolare magazine è dedicata ai 100 vini più buoni e convenienti al mondo, dividendoli in 6 diversi segmenti (bianchi leggeri, bianchi corposi, rossi eleganti, rossi corposi, rosé e spumanti) con la quale vengono presi in considerazione i vini che vantano il miglior rapporto tra valutazione qualitativa (con un punteggio superiore agli 88 centesimi) e prezzo: devono infatti essere sul mercato a un prezzo inferiore ai 20 dollari. Inoltre, tutti i vini indicati hanno un punteggio di 88/100 o maggiore e sono prodotti in una quantità che li rende disponibili con facilità a livello internazionale. Ecco la lista e la classifica 2018-2019 dei migliori vini italiani.

I Bianchi
Tra la categoria dei bianchi “leggeri”, i vini italiani che si sono aggiudicati un posto nella classifica del Wine Spectator sono: la Falanghina Sannio 2016 dei Feudi di San Gregorio, il Veneto Soave 2017 La Cappucina, e il Vermentino di Sardegna Aragosta 2017 della Cantina di Santa Maria La Palma. Invece tra i bianchi corposi, segmento nel quale a farla da padroni sono i produttori di Stati Uniti, Argentina, Sudafrica e Australia, e dove l’Italia soffre di più la concorrenza, sono comunque due le etichette che si piazzano in classifica, ovvero: il Vermentino Colli di Luni Terenzuola e il Pinot Grigio Attems 2017.


I Rossi
Nella sezione “Migliori rossi eleganti” l’Italia torna protagonista con:
• Castello di Monsanto Toscana Monrosso 2016;
• Barbera d’Asti Battaglione 2015 di Renato Ratti;
• Chianti Classico Rocca delle Macìe 2016 Famiglia Zingarelli;
• l’Aglianico del Vulture 2015 di D’Angelo;
• Valpolicella Allegrini 2017;
• Sangiovese Toscana, il Bastardo di Renzo Masi.

Rosè e grandi rossi
Per quanto riguarda la categoria “I grandi rossi” 2018-2019 l’unico vino italiano, che però è anche il primo della classifica è l’Argentiera Bolgheri Poggio ai Ginepri 2015. Stesso discorso anche per i rosè che annovera solo la presenza del Rosato Salento 2017 Calafuria della pugliese Tormaresca.

Infine gli spumanti italiani
L’ultima categoria di questa classifica è quella degli spumanti, dove le etichette italiane a far parlare di sé sono tre: il Lambrusco Emilia della Lini Oreste e Figli, il Moscato d’Asti Nivole 2017 di Michele Chiarlo e Lo Colture Brut Valdobbiadene Prosecco.

Dunque a conti fatti, la pattuglia dei vini Made in Italy si aggiudica il primo posto in tre categorie su sei (Elegant Reds, Big Reds e Sparkling, ovvero spumanti). Un risultato niente male, soprattutto se si tiene in considerazione che segue il primato più importante: quello del Sassicaia 2015 eletto da Wine Spectator il miglior vino al mondo del 2018.

 

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