Vivendi sbarca in Italia e guarda al Campionato di Serie A

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Vivendi apre in Italia con un progetto per il mercato dei contenuti di intrattenimento: film, eventi, serie televisive e sport. La media company francese mira a diventare l’alternativa europea a Netflix.

 

Vivendi Italia nasce su progetto del presidente-azionista Vincent Bolloré  con l’intento di affermarsi sul mercato italiano dell’entertainment. L’avamposto tricolore è parte di una strategia più ampia per affermarsi a livello europeo come diretto concorrente di Netflix, il colosso americano  dello streaming ideato da Reed Hastings che  attualmente detiene la più ampia fetta del fiorente settore di mercato legato all’intrattenimento con 7,05 milioni di nuovi utenti a livello globale.

Vivendi e il calcio

Al centro degli interessi di Vivendi Italia c’è l’acquisizione dei diritti per cinema e sport, che probabilmente convoglieranno la parte più cospicua degli investimenti della nuova società. Arnaud De Puyfontaine, CEO  di Vivendi, ha ammesso l’interesse della Spa verso l’asta per i diritti del campionato di calcio di serie A: aggiudicarsela sarebbe un’occasione d’oro per affermarsi da subito sul mercato italiano e, per dirla con le sue parole, “Se il gruppo vuole diventare un player globale non può permettersi di perdere alcuna occasione”.  Per chiarire la portata dell’investimento: il prezzo della base d’asta per un pacchetto di diritti del Campionato per una piattaforma è fissato a partire dai 100-200 milioni di euro.  Vivendi ha già dovuto rinunciare all’asta per la Champions League in Francia, vinta da Altice a 350 milioni, perché l’offerta era salita troppo e non consentiva sufficienti margini di guadagno alla società.

 

Vivendi e il cinema italiano

L’altro canale di interesse è il cinema e Vivendi Italia guarda già alle opportunità che potrebbero offrirgli alcune partnership molto prestigiose come la Mostra del Cinema di Venezia, Cinecittà e importanti scuole di cinema e recitazione. “Vogliamo contribuire a rilanciare il cinema italiano, far diventare l’Italia un polo d’attrazione per giovani talenti” – ha dichiarato De Puyfontaine-  “Operiamo in un’industria locale che sta diventando sempre più globale. E per competere coi i colossi Usa, e in prospettiva con quelli cinesi, bisogna poter contare sulle economie di scala , creando un network, che permetta di rendere economicamente efficienti gli investimenti in contenuti”.

Vivendi e Telecom

Arnaud  De Puyfontaine dal primo giugno è in Italia anche per ricoprire la carica di presidente esecutivo a Telecom. l’azienda guidata da Flavio Cattaneo. E l’azienda italiana di cui è al vertice è parte integrante del progetto di espansione di Vivendi: “Telecom  è un pilastro fondamentale della nostra strategia – ha affermato il manager francese – Crediamo che la convergenza tra contenuti e distribuzione sia destinata a cambiare radicalmente il nostro business“.

 

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