Vai al contenuto

Youssef Siher, la scoperta sulle chat: cosa scriveva

«Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeremo con i blindati». È una delle frasi che, secondo Il Giorno, comparirebbero nelle chat scovate dalla Polizia di Stato e collegate al “Movimento 17 ottobre”, di cui Youssef Siher, 30 anni, è il presunto amministratore. Gli investigatori ritengono che i messaggi invitassero ad alzare il livello dello scontro con le forze dell’ordine. Per l’indagato vale la presunzione di innocenza, e non è chiaro quali messaggi siano a lui riferibili. Altre notizie nella sezione Movimento 17 ottobre.

Cosa c’è nelle chat, secondo la stampa

Secondo la ricostruzione del quotidiano, nelle chat sarebbero citati obiettivi, schemi di guerriglia, tecniche per “rendersi fantasmi” dopo aver colpito e uffici e sedi simbolo del potere, con inviti ad alzare il livello della violenza e dello scontro contro la polizia. La chat Telegram conterebbe quasi 9.500 componenti e la pagina Instagram del movimento sarebbe stata seguita in pochi giorni da oltre 48mila follower. Si tratta di contenuti attribuiti e non verificati in modo indipendente: non risultano atti pubblici che riportino i messaggi integrali.

Le accuse

Siher è accusato di istigazione a delinquere e di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche; si indaga anche sull’ipotesi di terrorismo, per la natura eversiva dei fatti e per i suoi effetti concreti, come il panico e la chiusura dei negozi, aspetti citati nel provvedimento della Procura di Milano. Il fermo sarà sottoposto a convalida lunedì 26 ottobre. Anche la moglie risulta indagata a piede libero per gli stessi reati, perché, secondo gli inquirenti, avrebbe gestito con lui le comunicazioni social; il suo cellulare avrebbe consentito di rintracciarlo.

La rete dei contatti

L’obiettivo degli inquirenti, scrive Il Giorno, è ricostruire la rete dei suoi contatti attraverso l’analisi di computer e telefoni, un lavoro lungo e non semplice che potrebbe restituire legami tra ambienti solo in apparenza lontani.

La verifica della Procura di Genova

La Procura di Genova sta verificando possibili legami tra Siher e il gruppo arrestato nell’inchiesta della Dda genovese sul presunto finanziamento ad Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche, che nel dicembre 2025 portò a decine di arresti. Da quanto risulta, il nome dell’amministratore della chat e della pagina non compare in quell’indagine, chiusa di recente: si tratta di semplici verifiche, e non è stato attribuito a Siher alcun finanziamento.

Cosa non è ancora noto

Non sono noti i messaggi riferibili all’indagato, gli elementi concreti a sostegno delle accuse né l’esito della convalida del fermo. Le verifiche sui dispositivi sono in corso. Le informazioni potranno essere aggiornate.

Fonte: Il Giorno, Polizia di Stato, Procura di Milano

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure