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Zingaretti: “No a elezioni, il Pd resta al governo. Ma basta liti per la visibilità”

Nicola Zingaretti rompe il silenzio e torna a parlare, provando a ritagliarsi il suo spazio (messo in ombra in questi giorni – tanto per cambiare – da Matteo Renzi) e a dettare forte e chiara la linea del PD. Da quello che emerge, la maggioranza sembra litigare in continuazione. Quindi la prima domanda che viene rivolta al segretario in un’intervista su Repubblica è proprio sulla possibile durata del governo. Zingaretti rassicura: “Io di certo non voglio votare. Ma pretendo che si governi bene e lealmente”.

Poi aggiunge: “Smettiamola con la ricerca ossessiva di polemiche e visibilità, perché questa è una degenerazione della politica che gli italiani non tollerano più e in tal modo resterebbe solo il governo delle poltrone, dei ministeri e delle nomine. Noi al governo restiamo solo finché produce risultati utili al Paese”.

Dopo giornate di tensione fra Pd, Movimento Cinque Stelle e Italia Viva, Zingaretti prova comunque a guardare al lato positivo delle mosse del governo: “Siamo passati dalle balle e dai debiti di Salvini, che voleva tassare le cassette di sicurezza e mettere 15 miliardi sulla flat tax, a una prima grande inversione di tendenza: taglio delle tasse sul lavoro, 11 miliardi di investimenti green, finanziamenti per industria 4.0, asili nido gratuiti, bonus per facciate dei palazzi e l’introduzione del piano casa. E la sterilizzazione dell’Iva”.

Ma la manovra non piace nemmeno all’Unione europea… E Zingaretti precisa: “No, i mercati rispondono bene al fatto che ci saranno più soldi nelle tasche degli italiani”, taglia corto il segretario dem: “Non dobbiamo lasciare che il surplus di polemiche metta in discussione la credibilità del governo. Il famoso futuro migliore non si garantisce con le chiacchiere, ma con i fatti”.

Poi si torna alla coalizione con i pentastellati, che nonostante l’intesa raggiunta, continua a vacillare. Per Zingaretti non ci sono dubbi: rimane dell’idea che una grande alleanza sia necessaria, che però non deve nascere solo ed esclusivamente con lo scopo di opporsi a Salvini. “C’è stata un’operazione politica, la fondazione di una nuova destra che tende a un monopartito diretto da Salvini ed esclude i moderati dalla rappresentanza di quel blocco sociale. Operazione che io giudico molto seria e pericolosa”.

A proposito di destra, alla domanda se Matteo Renzi stia cercando, per il suo Italia Viva, i voti del Pd o quelli del centrodestra, Zingaretti risponde: “Non lo so, ma ho visto che Briatore è uno sponsor dell’alleanza Renzi-Salvini“.

 

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