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Zingaretti furibondo con Renzi: “Il suo è un atto contro l’Italia intera”

Tutto il Pd fa gruppo per difendere Giuseppe Conte dall’assalto di Matteo Renzi. E dopo la conferenza stampa al vetriolo in cui Italia Viva ha comunicato la dimissione delle sue due ministre, Bonetti e Bellanova, è il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, a usare parole durissime contro Renzi: “Da parte di Renzi e Italia Viva c’è stato un atto gravissimo contro l’Italia. Noi avremmo bisogno di nuovi investimenti, di sanità, non abbiamo bisogno di una crisi di governo. È un atto contro questo nostro Paese”, ha detto senza usare mezzi termini in un’intervista al Tg1. A fargli eco, l’immediato tweet del suo vice, Andrea Orlando: “Un grave errore fatto da pochi che pagheremo tutti”.

Si riunirà questa mattina, 14 dicembre, l’ufficio politico del Pd. Parteciperanno il segretario Nicola Zingaretti, vicesegretario, capodelegazione, capigruppo, allargato ai ministri. Servirà a fare il punto sulla crisi di governo innescata dalle dimissioni della delegazione di Iv. Toni decisamente più morbidi quelli usati da Andrea Marcucci, capogruppo dem al Senato e da sempre vicino a Renzi: “Quello di Renzi è un grave errore, ma le ragioni del confronto e del dialogo devono ancora essere percorribili. L’Italia ha bisogno di un governo politico coeso”. In questo caos, ecco i due punti fermi fissati in un summit tra Nicola Zingaretti, Goffredo Bettini, Dario Franceschini e Andrea Orlando: “Non si decapita un premier in questo modo”.

Quindi il Pd difende Conte da Renzi. Tanto che Franceschini in Cdm lo blinda, “chi attacca Conte attacca l’intero governo”. Secondo, nessun esecutivo con le destre, quindi “non c’è nessuna altra maggioranza e nessun altro premier”. Terzo, ma non si può dire pubblicamente: l’offerta di insediare un premier Pd, recapitata da Renzi – almeno ora – va respinta al mittente: perché bisogna fare fronte con i Cinque stelle, che hanno il 30% degli eletti e non mollano Conte. Il quale però si illude a credere che riceverà un incarico per tenere il governo fino alle elezioni in giugno: perché il Colle – è questa la convinzione dei Dem – vorrà invece un governo di transizione, per non concedere un vantaggio al premier di centrosinistra.

Zingaretti era furibondo. Dopo aver scaricato fiumi di improperi contro di lui al telefono con gli amici. Ed essere andato subito al Tg1, per caricargli sulle spalle il prezzo “di una crisi incomprensibile”. “Ora, senza un governo in carica non si può votare il decreto ristori, che non è certo ordinaria amministrazione”, spiega Orlando: gettando addosso al leader di Italia viva la croce di non far arrivare i soldi nelle tasche degli italiani colpiti dalla pandemia. Tutto rischia di arenarsi in Parlamento per settimane.

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