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Zingaretti si è convinto: sì al Conte bis, si va verso il governo giallorosso

C’è il nodo principe a tenere banco, quello relativo al nome del futuro premier con il bis di Giuseppe Conte ancora insolubile sul tavolo. Ma il lavoro per districare la difficile matassa del governo giallorosso che si prepara a nascere è lungo, lunghissimo. Il segnale di distensione ha provato a lanciarlo Zingaretti: sì a una conferma del premier, ma non in maniera incondizionata. In cambio della conferma del professore a Palazzo Chigi, il leader dem vuole l’approvazione della road map sulle riforme e l’elenco dei ministeri. 

Le ultime ore erano state segnate dal netto contrasto tra le posizioni dei due leader. Da un lato Di Maio barricato sulla volontà di confermare a tutti i costi Conte. Una battaglia personale, quella del capo M5S, non disposto a cedere su un punto ritenuto fondamentale per ribadire la sua autorevolezza, messa in discussione da tanti mesi di pessima convivenza con il cannibale Salvini, durante la quale il Movimento ha perso per strada tanto consenso.
Dall’altra parte della barricata, invece, uno Zingaretti fermamente convinto della necessità di una svolta, un segnale di discontinuità. Un nuovo inquilino a Palazzo Chigi. Uno dei due, prima o poi, doveva cedere. Il passo indietro lo ha fatto il leader dem, che ala fine si è fatto convincere: sì, il Conte bis non è un ostacolo insormontabile. Sul piatto, due ministeri economici per il Pd: Economia e Sviluppo (si parla di Misiani e De Micheli). A questi si aggiungono Giustizia (Orlando) e Politiche Giovanili (Scoppola). Con la garanzia che il Viminale non finirà ai Cinque Stelle. In cambio, dovrebbero arrivare le conferme per i grillini Trenta, Costa, Di Maio e Grillo. Un quadro che sembra soddisfare Zingaretti, pronto a dare il via libera, finalmente, al governo giallorosso. Con il tanto voluto Conte bis.

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