2Hire: gli startupper che trasformano tutte le auto in veicoli connessi

2Hire è una giovane startup italiana che, incubata da LUISS Enlabs, propone soluzioni di business legati al mondo delle automobili grazie ad un innovativo sistema che trasforma tutte le automobili in veicoli connessi, proprio come le auto di ultima generazione prodotte attualmente dalle case automobilistiche. Questo sistema, di installazione immediata, genera quindi soluzioni innovative per il car sharing, per il car rental ma anche per le flotte aziendali.

2Hire: un business model di successo “nascosto” in un piccolo device

La startup 2Hire nasce dall’idea di Filippo Agostino, Matteo Filippi e Andrea Verdelocco attualmente e rispettivamente CEO, CTO e App Developer della startup. Ciò che propone l’impresa innovativa è un dispositivo hardware che, una volta installato nella porta OBD standard presente in tutte le vetture, permette di gestire il proprio veicolo da remoto e in tempo reale. Installando poi la relativa app sul proprio smartphone, il device può essere utilizzato come chiave digitale. “Attraverso l’hardware che abbiamo sviluppato e che viene attaccato alla porta obd qualsiasi veicolo può trasformarsi in un veicolo connesso. Abbiamo lanciato il progetto l’anno scorso alla Luiss con alcuni scuter elettrici. Ci siamo poi focalizzati sullo sviluppo del software e dell’hardware arrivando a creare un prodotto per eliminare tutta una serie di problemi dal noleggio dell’auto alla lunga contrattualistica, alle code. In modo da poter aiutare al massimo le persone. Soprattutto qui a Roma dove il traffico è una delle problematiche più sentite” – ha spiegato Filippo Agostino a Diario Del Web, raccontando l’idea alla base di un business model di successo.

2Hire-startup
Il team di 2Hire al completo

Nella medesima intervista, il CEO della startup spiega che inizialmente la loro soluzione è stata adottata in Capitale per poi espandersi lungo tutto lo Stivale. La speranza, comunque, è di esportare il dispositivo hardware ideato da 2Hire anche all’estero.

Come funziona il dispositivo che trasforma le auto in veicoli connessi

Il device ideato dagli startupper di 2Hire si presenta simile ad una chiavetta USB dalle dimensioni di 7cm x 5,6cm, più piccola di un comune iPhone: il dispositivo si installa in tutte le vetture, prodotte dal 2001 in poi, in soli 15 secondi collegandolo alla porta OBD dell’auto. Una volta in funzione, il device 2Hire riconoscerà automaticamente il modello dell’automobile e trasformerà quest’ultima in un veicolo connesso di ultima generazione. Attraverso le app ad esso collegate, infatti, sarà possibile ottenere la localizzazione GPS dell’auto ma anche conoscere la quantità di chilometri percorsi, il livello di carburante, lo stato del veicolo, il livello di batterie e anche la tipologia di guida del conducente.

2Hire-startupGli utilizzi dell’hardware 2Hire sono molteplici, dal controllo delle flotte al noleggio auto. Per questi ultimi, in particolare, la startup ha ideato un’app ad hoc che funziona come una vera e propria chiave dell’automobile. Chi noleggia le auto, quindi, non dovrà fare altro che far registrare i propri clienti che, una volta creato il proprio profilo, potranno prenotare il noleggio direttamente dall’app. Lo smartphone sarà la loro chiave digitale con cui ritirare e riconsegnare il veicolo noleggiato. Le aziende, invece, potranno scegliere se utilizzare la dashboard offerta da 2Hire oppure se integrarla nel proprio software gestionale: in ogni caso, in tempo reale sarà possibile aggiornare km e carburante automaticamente e monitorare lo stato dei veicoli.

In copertina: il team-founders

Leggi anche: Mukako, le innovatrici della start-up “in rosa” che pensa ai neogenitori

CONDIVIDI
Sabina Schiavon
Visionaria per vocazione, blogger in erba per passione, freelance per professione. Milanese per nascita e vercellese d’adozione, si occupa di startup, imprese, Industria 4.0 e di tutti i temi legati all’innovazione. Ama la birra belga e il whisky scozzese, gustati accanto a un gatto che fa le fusa.