
Sei anni dopo la scomparsa di Viviana Parisi e Gioele Mondello, madre e figlio ritrovati senza vita nelle campagne di Caronia, la vicenda continua a dividere. L’inchiesta è stata archiviata, ma la famiglia del piccolo non ha mai condiviso la ricostruzione giudiziaria e prosegue nella richiesta di nuovi accertamenti.
Era l’estate del 2020 quando il caso sconvolse il Messinese e attirò l’attenzione nazionale. Per giorni si cercarono una donna di 41 anni e il figlio di appena 4, scomparsi dopo un incidente lungo l’autostrada A20, nel territorio di Caronia.
Il ritrovamento dei due corpi, avvenuto in momenti diversi e a pochi giorni di distanza, aprì una complessa fase di indagini, consulenze e perizie. Secondo la Procura e il giudice per le indagini preliminari, non sarebbero emersi elementi per attribuire la morte del bambino a terze persone, mentre quella della madre sarebbe riconducibile a un gesto suicidario.

Viviana Parisi e Gioele Mondello, la scomparsa del 3 agosto 2020
La mattina del 3 agosto 2020 Viviana Parisi lasciò la sua abitazione di Venetico, nel Messinese, insieme a Gioele. Al marito Daniele Mondello aveva spiegato di voler andare a Milazzo per comprare un paio di scarpe al figlio, ma l’auto prese l’autostrada A20 in direzione Palermo.
All’altezza della galleria Pizzo Turda, a Caronia, la vettura entrò in collisione con un furgone impegnato in lavori di manutenzione. Dopo l’impatto, secondo quanto ricostruito, Viviana Parisi fermò l’auto, oltrepassò il guardrail e si addentrò nella vegetazione con il bambino.
Da quel momento non vi furono più notizie di loro. Le autorità avviarono una vasta operazione di ricerca alla quale parteciparono vigili del fuoco, forze dell’ordine, volontari della Protezione civile e soccorritori, anche attraverso droni ed elicotteri.
L’8 agosto venne trovato il corpo della donna, ai piedi di un traliccio dell’alta tensione, non lontano dal punto dell’incidente. Il 19 agosto, dodici giorni dopo la scomparsa, Giuseppe Di Francesco, volontario ed ex carabiniere, individuò a qualche centinaio di metri i resti del piccolo Gioele, gravemente compromessi dagli animali e dagli agenti naturali.
Indagini sulla morte di Viviana e Gioele: l’archiviazione
L’inchiesta della Procura di Patti, guidata dal procuratore Angelo Cavallo, si basò su accertamenti medico-legali, autoptici e scientifici. Il 10 novembre 2021 il gip Eugenio Aliquò accolse la richiesta di archiviazione con un provvedimento di 495 pagine.
Secondo la ricostruzione giudiziaria, Viviana Parisi, in una situazione di fragilità psicologica, avrebbe ucciso il figlio e poi si sarebbe lanciata dal traliccio. Per Gioele, tuttavia, gli investigatori non riuscirono a definire con certezza la precisa modalità della morte, escludendo al tempo stesso un coinvolgimento, anche indiretto, di altre persone.
La Procura collegò il gesto della donna a segnali di disagio che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati sottovalutati in ambito familiare. Una conclusione respinta fin dall’inizio da Daniele Mondello, assistito dai propri legali e affiancato dal criminologo Carmelo Lavorino.
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