Caronia, le contestazioni della famiglia Mondello
La famiglia ha indicato nel tempo una serie di aspetti ritenuti non chiariti. Tra questi, alcuni elementi emersi dagli esami sul corpo di Viviana, come due fori nella parte posteriore del cranio e un ciuffo di capelli. Per i consulenti di parte, tali dati potrebbero essere compatibili con uno scenario diverso; queste valutazioni non hanno però trovato conferma nella ricostruzione accolta dalla magistratura.
Al centro delle contestazioni vi sono anche l’assenza, secondo i consulenti familiari, di impronte o tracce biologiche della donna sul traliccio, oltre alla dinamica della caduta e alla posizione del corpo. Sul piano tossicologico, gli esami non avrebbero rilevato psicofarmaci o sostanze stupefacenti in quantità tali da spiegare il comportamento di Viviana.
La difesa ha inoltre richiamato il fenomeno dei cosiddetti denti rosa, che può comparire in presenza di asfissia o nei processi di putrefazione. Si tratta, in ogni caso, di un elemento che non prova autonomamente una determinata causa di morte e che va esaminato insieme agli altri accertamenti medico-legali.
Un altro punto riguarda le riprese dei droni dei vigili del fuoco: alcune immagini del 4 agosto avrebbero già mostrato il corpo della donna ai piedi del traliccio. Il particolare sarebbe stato notato soltanto in seguito, dopo un riesame delle fotografie, alimentando la preoccupazione della famiglia sulle modalità delle ricerche.

Daniele Mondello ha ribadito più volte la propria convinzione: “Mio figlio è stato aggredito da animali e mia moglie è stata uccisa. Ne sono convinto al 100%. Mia moglie è morta per difendere mio figlio, non l’avrebbe mai toccato neanche con un dito”.
Fra le ipotesi avanzate dai consulenti della famiglia vi è quella di un possibile attacco di animali nella vegetazione di Caronia, con Viviana che avrebbe tentato di proteggere Gioele. È stata prospettata anche la presenza di terze persone nell’area dopo l’incidente e la possibile alterazione della scena. Sono scenari che non hanno ottenuto riscontro nell’inchiesta archiviata.
Il caso di Caronia resta quindi segnato da due versioni contrapposte: quella della Procura e del gip, che hanno escluso responsabilità esterne, e quella dei familiari, che chiedono di riaprire le indagini. A sei anni dai fatti, la situazione continua a suscitare attenzione e gli interrogativi sollevati dalla famiglia restano al centro della vicenda.