Giustizia

Open Arms: si apre il processo, Salvini in aula

Matteo Salvini sarà presente in aula a Palermo durante il processo Open Arms. Il dibattimento si apre sabato 23 ottobre nell’aula bunker del carcere Pagliarelli del capoluogo siciliano. L’ex ministro dell’Interno ai tempi del governo Conte I è imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Il caso è quello della nave della Ong spagnola Open Arms, che nell’agosto 2019 rimase in mare per giorni in attesa di poter far sbarcare i 147 profughi salvati nel Mediterraneo.

Inizia il processo Open Arms

In realtà, la prima udienza del processo Open Arms era stata aperta e subito chiusa. Rinviata appunto al 23 ottobre  dal Presidente della seconda sezione penale Roberto Murgia. L’accusa è invece rappresentata dai sostituti procuratori Giorgia Righi e Calogero Ferrara. Accusa che nella prima udienza non dovrebbe presentare alcun teste contro l’imputato Salvini, ma si avvarrà esclusivamente di documenti e prove.

La Procura di Palermo ha invece depositato presso la cancelleria della II sezione del Tribunale, una lista di 26 testimoni. Tra questi, il procuratore capo Francesco Lo Voi chiede al presidente del Tribunale di sentire anche l’ex premier Giuseppe Conte, l’attuale ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, all’epoca dei fatti vicepresidente del Consiglio. Ma anche gli ex ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta, l’ambasciatore Maurizio Massari, rappresentante permanente dell’Italia all’Unione Europea. Oltre a diversi dirigenti dello Stato.  “Anche il comandante della Open Arms, Marc Reius Creig, e la capa missione, Ana Isabel Montes Mier, dovrebbero essere ascoltati.

Tra i testi dell’accusa anche l’attore americano Richard Gere. “Testimonierà contro di me nel processo Open Arms a Palermo. – ha detto Salvini qualche giorno fa – Lo conosco come attore, ma non capisco che tipo di lezione possa venire a dare a me, alle italiane e agli italiani sulle nostre regole e le nostre leggi. Se qualcuno pensa di trasformare il processo in uno spettacolo e vuole vedersi Richard Gere va al cinema, non in tribunale. Gli chiederò un autografo da portare alla mia mamma”.

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