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Putiniani d’Italia, Orsini fa causa al Corriere: “Volete vedermi dietro le sbarre”

Alessandro Orsini fa causa al Corriere della Sera. Il professore associato dell’Università Luiss di Roma critica duramente il direttore del quotidiano, Luciano Fontana. La colpa del giornalista sarebbe quella di aver pubblicato “l’ennesimo falso” su di lui. Il riferimento di Orsini è a un articolo apparso il giorno prima in cui si fa un elenco dei presunti “putiniani d’Italia”, ovvero tutte quelle personalità italiane che si sarebbero schierate dalla parte della Russia contro l’Ucraina. Ma la reazione del prof è durissima.

Alessandro Orsini

“Caro Luciano Fontana. – scrive Orsini su Facebook – Scrivo per denunciare l’ennesimo falso del quotidiano da lei diretto, il Corriere della Sera, che oggi pubblica un articolo vergognoso con la mia foto intitolato: ‘La rete di Putin in Italia: chi sono influencer e opinionisti che fanno propaganda per Mosca’. Chiunque legga il contenuto di questo articolo si rende conto immediatamente che la mia foto è stata inserita a caso, immotivatamente, senza alcun senso”, si sfoga il professore.

“Il Copasir ha indagato su di me e non ha trovato assolutamente niente. – prosegue il post di Alessandro Orsini – Lei stesso, nell’articolo in questione, cita le indagini del Copasir senza indicare nemmeno una parola del Copasir contro di me. Sono una persona pulitissima. Se, nella mia vita, ho avuto contatti con un governo, questo è stato soltanto il governo italiano. Tuttavia il suo articolo ha avviato una nuova campagna di odio contro di me”.

“Il web inizia a pullulare di articoli scritti da suoi lettori decerebrati che, privi di capacità di discernimento e quindi manipolabilissimi dal suo giornale, esultano convinti che il Copasir abbia trovato delle prove contro il professor Orsini. – alza ancora il tono – Caro Luciano Fontana, so che il suo desiderio è di vedermi dietro le sbarre, ma sarà frustrato. Nessuno mi arresterà ed io continuerò a parlare contro le politiche inumane del governo Draghi in Ucraina volte a sirianizzare quella guerra dietro richiesta della Casa Bianca”, conclude.

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