Economia

Alitalia, l’ennesimo cambio di rotta di Di Maio: “ Ferrovie sarà solo partner tecnico ”

Ennesimo cambio di rotta del Governo per il futuro rapporto Alitalia-Ferrovie dello Stato. A meno di una settimana dalla scadenza del prestito ponte e del bando, l’operazione Alitalia è ancora sulla pista di decollo con ben poche certezze. “Ferrovie dello Stato sarà un partner tecnico per il vettore aereo, e non è detto che debba metterci chissà quali soldi”. Queste le parole pronunciate ieri mattina dal vicepremier del M5S a Radio24, che sembrano alludere a una retromarcia nei programmi per il salvataggio della compagnia. Secondo il ministro i soldi per il rilancio verrebbero trovati sul mercato in base al piano strategico che Fs farà insieme ad Alitalia. “Poi – ha aggiunto Di Maio – se Fs vorrà avere un ruolo ancora più strategico all’interno della compagnia allora vorrà dire che potrà anche decidere di entrare nell’equity (il capitale) in maniera sostanziosa”.

Fino all’altro ieri, il piano di salvataggio di Alitalia, che era stato confermato ufficialmente dopo il vertice con il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’economia Giovanni Tria, era che le Ferrovie dovessero fare da sole l’offerta vincolante per acquisire Alitalia (entro il termine del 31 ottobre), e solo in un secondo tempo la società guidata da Giancarlo Battisti dovrebbe imbarcare altri partner, tra cui società pubbliche come Cdp, e una compagnia straniera con una robusta quota di minoranza. Per il Ministro del Lavoro, le Ferrovie dello Sato sono uno dei principali concorrenti di Alitalia, specialmente in riferimento alla tratta Roma-Milano. Un affermazione leggera quella del Vicepremier, che non ha fatto bene i conti visto che i principali concorrenti di Alitalia sono Lufthansa, Ryanair, Easyjet, Vueling, Wizzair, British Airways, Air France e altre compagnie aeree (e non quindi il treno).

“Per Alitalia c’è l’interesse da parte di tante compagnie e tanti soggetti privati – ha inoltre aggiunto Di Maio nella sua intervista su Radio24 – e abbiamo la possibilità per fare una scelta con un buon piano industriale che non veda nuovi soldi degli italiani impegnati”. Al momento tra i vettori interessati ci sono solo l’americana Delta e Lufthansa, che parteciperanno esclusivamente alle loro condizioni. Il presidente di Air Dolomiti, (controllata di Lufthansa), Joerg Eberhart, ha detto alla Stampa che “Lufthansa è ancora interessata ad Alitalia”, ma ha precisato: “Alitalia ha bisogno di ridurre i costi, altrimenti il rischio è di andare avanti come ha fatto fin ora, cioè perdendo. I commissari hanno lavorato bene, riducendo i costi, ma non basta. Serve un intervento sul personale”. Dal canto suo Di Maio, ha replicato su Radio24 alle parole di Eberhart affermando che se una compagnia che è interessata ad Alitalia si pone nei confronti dell’Italia dicendo “noi entriamo però ci dovete mandare a casa 3.000, 4.000, 5.000 persone”, allora evidentemente non ha la contezza di cosa sta facendo il Governo italiano.

Una serie di contraddizioni quelle che in questi giorni stanno arrivando dal Governo e dal vicepremier Di Maio, che stanno generando un clima di confusione sul piano di salvataggio di Alitalia, e che preoccupa particolarmente i lavoratori e i sindacati, che chiedono chiarezza e minacciano di avviare le procedure per indire uno sciopero. I sindacati temono che ci saranno esuberi. Il coordinatore nazionale Filt-Cgil Fabrizio Cuscito ha chiesto una nuova convocazione al Mise: “Servono risposte certe su come sarà composta la proprietà della nuova Alitalia, che parte avrà la gestione pubblica, quale sarà il partner industriale straniero, quali gli investimenti e soprattutto cosa accadrà ai circa 11mila dipendenti”.

 

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