Interni

Anna, Diego, Cristiano: le storie dell’Italia che non ce la fa più

Storie diverse, persone diverse, età diverse. Raccolte dall’Huffington Post e pubblicate per alzare il velo su uno spaccato terribile, quello di chi non riesce più ad arrivare a fine mese. E allora dalle periferie di Roma si mette in fila davanti alla sede della Croce Rossa per la consegna dei buoni spesa e dei pacchi alimentari. Latte a lunga conservazione, marmellate, qualche scatoletta. In molti non avevano mai chiesto aiuti prima d’ora. Poi è arrivato il Covid a complicare tutto.

Tra questi c’è Anna, 60 anni, che vive a Colle Prenestino: “Faccio la collaboratrice domestica, ovviamente in nero. Prima di marzo lavoravo per quattro famiglie. Nel periodo del lockdown non ho lavorato per niente. Dalla riapertura sono riuscita a rientrare in un’unica famiglia: le altre, alcune danneggiate a loro volta dalla crisi, hanno tagliato tutto ciò che non era essenziale, inclusa me. Non mi sono mai trovata nelle condizioni di dover chiedere aiuto. Prima non facevo lussi, però avevo a sufficienza per vivere dignitosamente. Ora sono qui, in fila per un pacco alimentare, dopo aver avuto aiuti da parenti e amici”.
In fila anche Diego, 41 anni, che vive per strada in zona Tiburtina: “Da quando la mia azienda mi ha licenziato, anni fa, ho fatto tanti lavori, tutti saltuari; ho provato ad aggiornarmi su internet, ho le patenti. Ora con questa pandemia l’idea di un lavoro vero mi sembra un miraggio”. E Cristiana, che vive a Laurentino 38 insieme al marito: “La mia vita è peggiorata tantissimo col Covid, il fronte economico è un disastro. Faccio le pulizie, mi hanno messo in cassa integrazione ma i soldi non arrivavano mai e così siamo entrati in un circolo vizioso: bollette accumulate, affitti non pagati, mio marito che non lavora in regola… siamo andati in sofferenza”.L’Istat ha parlato di “ondata di povertà senza precedenti”: nel suo rapporto di luglio 2020, l’Istituto nazionale di statistica ha stimato che la crisi legata al Covid abbia generato oltre un milione di “nuovi poveri”, persone che hanno bisogno di aiuto anche per mangiare. Nel 2019 vivevano in povertà assoluta 4,6 milioni di persone; altri 8,8 milioni erano nel limbo della povertà relativa. Proprio loro sono stati i primi a finire in ginocchio.

Di Maio-Casaleggio, volano altri stracci: il Movimento si spacca per i soldi