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Ascolti in calo e polemiche: tutti i guai della Rai “sovranista”

La situazione dei tg Rai si è trasformata in un terreno a dir poco incandescente, con accuse e polemiche continue e i vertici dell’azienda finiti nel mirino. Quelli decisi in passato dal governo gialloverde, che vedeva la collaborazione delle forze di Lega e Movimento Cinque Stelle, e che non stanno dando i propri frutti. E contro i quali continua a scagliarsi il Partito Democratico, nel frattempo entrato a far parte dell’esecutivo proprio al posto del Carroccio di Matteo Salvini.

I dem in queste ore puntano il dito soprattutto contro l’ad Fabrizio Salini, che dovrebbe essere a breve convocato dal ministro del Tesoro Roberto Gualtieri. A far rumore sono i dati diffusi dallo Studio Frasi e relativi agli ascolti dello scorso anno: un vero e proprio disastro, con un calo generale che ha incontrato, nei casi più gravi, anche punte del dieci per cento. Da Viale Mazzini è arrivata acqua sul fuoco, con un comunicato che ha ribadito il ruolo di leader della Rai nel campo dell’informazione e rimarcato i tanti successi ottenuti. Ma la tensione resta alta.
Il tg1 è quello che più di tutti viene messo in discussione, guidato da quel Gennaro Sangiuliano storicamente vicino al mondo del centrodestra e di recente soprattutto alla Lega. Nelle analisi dello Studio Frasi si parla di quasi un dimezzamento dello share dell’edizione delle 20.30. Accuse rispedite al mittente, smentite dalla Rai. Con il Pd che però continua a chiedere interventi urgenti per riparare una situazione di evidente difficoltà.“I dati sul crollo degli ascolti per i principali telegiornali del servizio pubblico, a partire dal Tg1, impongono un cambio di passo non più rinviabile da parte dell’Ad della Rai Salini che non può consentire che la più grande azienda culturale del Paese navighi a vista nell’incertezza e senza una guida apparente. È l’ora delle scelte per la Rai che non può essere messa in ginocchio, dopo una stagione sovranista che ha penalizzato ascolti e qualità dell’informazione” è stato il commento del vicecapogruppo Pd alla Camera dei Deputati Michele Bordo.

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