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Raggi assolta, lacrime in aula. Le motivazioni della sentenza, la reazione del mondo politico: cosa succederà ora

Tira un sospiro di sollievo il Movimento Cinque Stelle. E tira, soprattutto, un grossissimo sospiro di sollievo Virginia Raggi, assolta nel processo che la vedeva indagata per falso per il caso Marra. “Il fatto c’è, ma non costituisce reato” in base all’articolo 530 comma 1 del codice di procedura penale. Questo il verdetto emesso nei confronti del primo cittadino, che in caso di condanna sarebbe stata costretta a lasciare il proprio in carico in osservazione del codice etico del partito.

Alla lettura della sentenza, una Raggi visibilmente commossa ha abbracciato i tre legali, baciato il marito e stretto le mani al Pm Dall’Olio e al giudice Ranazzi. E dichiarato: “Questa sentenza spazza via due anni di fango, andiamo avanti a testa alta per la mia amata città e i miei amati cittadini”. Subito dopo in soccorso del primo cittadino è arrivato anche un messaggio del marito Andrea Severini: “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici”.
Lo stesso Severini nelle ore precedenti era stato al centro di una piccola polemica, dopo aver pubblicato una foto  nella quale si vedevano alcuni giornalisti in attesa sotto la casa della coppia, a Borgata Ottavia, commentando: “Avvoltoi con sembianze umane”. Il post era stato rimosso poco dopo. Nessun ribaltone, dunque, nella capitale. La Raggi resta al proprio posto, nonostante la sensazione di generale abbandono da parte dei vertici del Movimento sottolineata in questi giorni di passione, con la sindaca lasciata di fatto sola al suo destino e i Cinque Stelle pronti a chiederne la testa in caso di condanna. Una situazione, quella romana, che aveva come osservato speciale Matteo Salvini, pronto nell’eventualità di elezioni a puntare dritto al Campidoglio. Appuntamento, almeno per ora, rimandato.

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