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Attacco a Uber da Oriente: Il rivale indiano Ola si sta espandendo

L’attacco a Uber arriva da Oriente. Ola, la rivale indiana della piattaforma di San Francisco che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un’app mobile che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti, ha infatti raccolto 1,1 miliardi di dollari con un round di finanziamenti che, secondo fonti sentite dal il Wall Street Journal, ha visto tra protagonisti il colosso cinese di internet Tencent (che controlla WeChat e che in India ha investito 3 miliardi in Flipkart e nel rivale di WhatsApp Hike) e il gruppo giapponese delle telecomunicazioni SoftBank (non nuovo per la verità del settore, dato che ha investito anche nel concorrente Usa di Uber, Lyft). 

L’investimento dovrebbe servire a Ola a rafforzare la sua presenza nel secondo paese più popoloso del mondo dopo la Cina, fornendo così le basi finanziaria per competere con la società americana. Ola, che è controllata da Ani Technologies, sarebbe sempre secondo il Wsj in trattativa anche con altri fondi per un ulteriore investimento da un miliardo di dollari, che farebbe così salire il totale raccolto a oltre 2 miliardi di dollari. 

Ola in India sta muovendo i primi passi per entrare nel mercato australiano che espande la sua rivalità con Uber. Ola ha annunciato oggi di aver iniziato a reclutare conducenti a Sydney, Melbourne e Perth in quella che sarà la sua prima espansione al di fuori dell’India.

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Sta lavorando per ottenere le approvazioni necessarie per lanciare il suo servizio in Australia, inizialmente in quelle tre città. TechCrunch comprende che ci saranno ulteriori informazioni nelle prossime settimane. Il piano iniziale di Ola è quello di lanciare veicoli a noleggio privati in Australia. L’Australia stessa è dominata da Uber, il nemico di Ola in India, che opera in oltre 20 città in tutto il paese e in Nuova Zelanda.

La valutazione di Ola salirebbe dunque a circa 7 miliardi di dollari. Il gruppo, lanciato in India nel 2011, ovvero due anni prima dell’arrivo di Uber (che è presente in India ma non ha mai fornito dati al riguardo), è ora presente in 110 città, effettua circa due milioni di corse al giorno, impiega 800 mila autisti, punta a rafforzarsi sul mercato locale, che ha un altissimo potenziale grazie alla sempre maggiore diffusione della internet economy.

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“Siamo molto entusiasti di lanciare Ola in Australia e di vedere un immenso potenziale per l’ecosistema di condivisione del viaggio che abbraccia nuove tecnologie e innovazione”, ha affermato il co-fondatore e CEO di Ola, Bhavish Aggarwal. “Con una forte attenzione ai partner di guida e alla comunità in generale, miriamo a creare un’esperienza di viaggio di alta qualità e conveniente per i cittadini e non vediamo l’ora di contribuire a un ecosistema di mobilità sano in Australia”, ha aggiunto.

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