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Foto in bikini e il titolo con “chiappone”. Arriva lo sfogo della Azzolina: le sue parole

Le sue foto in bikini blu, sulla spiaggia di Sperlonga sono rimbalzate in poco tempo dalle pagine di Diva e Donna (che le ha pubblicate per prima) alla rete, ai siti di informazione, e soprattutto a Dagospia, che con un titolo dei suoi passa alle offese e dà la ministra in pasto all’ignoranza dei social: “La ministra è in Bikini blu, smalto rosso, chiappone impiegatizio da lavoro sedentario”. E quel “chiappone” ha ovviamente avuto molta presa su un certo tipo di utenti, i quali hanno rilanciato e rincarato la dose. A distanza di qualche ora, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina non nasconde la sua amarezza e affida a TPI il suo sfogo: “Non mi è piaciuta quella foto. Ma soprattutto non mi sono piaciuti i titoli con cui sono stati accompagnati quegli scatti, soprattutto quelli di un sito di informazione online…”.

E così il ministro della Pubblica istruzione decide di rispondere per le rime, prima con un intervento a In Onda, e poi con una riflessione più articolata, che ha raccolto Luca Telese per TPI: “Io credo che non sia solo una questione personale. Non riguarda solo me. Si tratta di un certo modo sessista con cui sono sempre trattate le donne, il loro corpo, la loro dignità. Quando mai avete visto il titolo di questo tipo sul corpo di un uomo? Quando mai avete visto discettare, faccio una ipotesi, sul ‘culone’ di un ministro?”.

Spiega ancora Azzolina: “C’è una bella differenza fra pubblicare la foto di qualcuno al mare, magari con qualche filo di grasso in più, e il titolare invece sulla sua fisicità, su un presunto difetto, magari in modo volontariamente irrisorio. Ripeto. Non è una questione personale, è una vicenda che mi fa riflettere su certi meccanismi automatici del mondo della comunicazione, sul mondo in cui si raccontano le donne, e solo loro: quando vedrete le foto di un ministro uomo, o di un leader uomo, e quando leggerete sotto un titolo del tipo ‘il ministro trippone’, allora si potrà dire che gli uomini sono trattati con lo stesso dubbio gusto con cui oggi sono trattate le donne”.

Conclude Azzolina: “Qui non si tratta dell’invettiva di un singolo. Io pongo il tema di come i giornali trattano le donne. Come dei media rappresentano e raccontano il corpo delle donne. Sono entrambi episodi gravi, ma molto diversi tra di loro. Ho l’impressione che dovrà passare molto tempo prima che i corpi degli uomini siamo trattati nelle stesso modo dei nostri”.

 

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