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Beppe Grillo: “Oggi funzionano più le dittature che le democrazie”

“Vai a Singapore, ogni decisione di Singapore o di Taiwan è presa attraverso una domanda ai cittadini. Chiedono delle domande nei Paesi dove hanno un dittatore, dove il Primo ministro è figlio del Re. Allora oggi è paradossale che funzionino più le dittature che le democrazie“. Una dichiarazione, questa, fatta da Beppe Grillo e che ha fatto drizzare i capelli di molti. Il comico genovese, fondatore del Movimento 5 Stelle, è intervenuto il 15 settembre in collegamento in conferenza stampa al Senato sostenendo che a Singapore e Taiwan ogni decisione politica dei rispettivi paesi verrebbe presa dopo aver consultato i propri cittadini. Non solo: avrebbe paragonato entrambi a delle dittature che funzionano, paradossalmente, meglio delle democrazie. Ma le cose stanno davvero così?

In risposta a Beppe Grillo è intervenuto il senatore di Forza Italia Lucio Malan attraverso un comunicato stampa pubblicato nella sua pagina Facebook ufficiale e ripreso da Open che ha voluto mettere alcuni puntini sulle “i” in merito alle dichiarazioni al quanto dubbie di Grillo: “Beppe Grillo vuole cambiare la Costituzione, ma non sa neppure distinguere le dittature dalle democrazie, e neppure le monarchie dalle repubbliche”. Secondo Freedom House, l’organizzazione fondata da Eleanor Roosevelt che misura il grado di libertà civili e diritti politici garantiti per ciascun Paese del mondo., Taiwan non viene di certo considerata non una dittatura, al contrario.

Secondo Freedom House l’attuale governo è stato eletto attraverso elezioni libere ed eque, ottenendo il punteggio massimo. E sempre secondo l’organizzazione, Taiwn si troverebbe addirittura in una situazione migliore rispetto a quella italiana, con una differenza di 4 punti percentuali. Se Taiwan è una dittatura, cosa potremmo pensare dell’Italia dove al governo c’è il Movimento 5 Stelle da lui fondato? Per Singapore, invece, la situazione è più complessa. Ma, di fatto, sempre secondo Freedom House, anche questo non è considerato un Paese dittatoriale.

È infatti definito “parzialmente libero”, ma, ad esempio, non è nelle posizioni più basse della classifica dove invece c’è il Venezuela, altro Paese caro al Movimento 5 Stelle. Dunque, Beppe Grillo sbaglia a paragonare Taiwan a una dittatura, dove non esiste nemmeno un Re con il figlio incaricato come Primo Ministro. E neanche per il caso di Singapore esiste un Re e di conseguenza un figlio che diventa Primo Ministro. Cosa va dicendo quindi Grillo? Viva la democrazia. Altroché.

 

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