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“Bergoglio pronto alle dimissioni”: cosa sta accadendo in Vaticano

Voci clamorose continuano ad arrivare dal Vaticano, dove si parla di un possibile passo indietro di papa Francesco. Rumors che, stando a quanto riportato da Antonio Socci su Libero, nascerebbero in realtà dalle dichiarazioni di John Allen, decano dei vaticanisti americani, che ha invitato ai primi di agosto i lettori a “rimanere con le orecchie drizzate” in vista di una possibile, clamorosa sorpresa nel mese di agosto. Molti analisti hanno così iniziato a parlare delle possibili dimissioni di Bergoglio. Ma cosa c’è di vero?

Il clima che si sta creando in queste settimane intorno a Bergoglio è stato paragonato dall’Huffington Post a quello che circondava Ratzinger nel suo ultimo anno di pontificato, prima della rinuncia : “Ciò avviene sullo sfondo di un grosso scandalo finanziario, quello del palazzo di Londra che ha addirittura coinvolto la Segreteria di Stato vaticana, con un processo appena aperto contro 10 imputati, tra i quali il cardinale Angelo Becciu. Sono arrivate anche le minacce di morte, com’era avvenuto per Ratzinger (due diversi invii di buste con proiettili indirizzate al Pontefice, la prima intercettata il 9 agosto), il tutto condito da speculazioni sullo stato di salute di Bergoglio”.

In tutto questo Papa Francesco, che a dicembre compirà 85 anni, ha detto apertamente in un’intervista che non lascerà mai Roma (“in Argentina ci sono stato settantotto anni”). Quello che potrebbe verificarsi è però una piccola rivoluzione sotto il profilo prettamente legislativo, con Bergoglio che stando alle indiscrezioni potrebbe presto promulgare una nuova legge, sotto forma di Costituzione apostolica, per disciplinare le dimissioni del Papa e il suo status successivo alla rinuncia.

Un modo per evitare che, in caso dovesse nuovamente verificarsi una situazione come quella che vide coinvolto Ratzinger, si finisca per brancolare nel buio, con tesi sulla necessità di far coesistere due papi e altre, simili questioni che continuano a tenere banco. Non è da escludere, anche se avrebbe ovviamente del clamoroso, che la nuova legge non prenda in considerazione affatto un papa emerito.

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