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Berretto della Guardia Costiera e mascherina: così Salvini ha affrontato il Senato

Ha scelto l’ennesimo travestimento, Matteo Salvini, per affrontare uno dei passaggi più delicati della sua recente storia politica, l’autodifesa pronunciata in Senato in attesa che i colleghi si esprimessero sull’autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso della nave Open Arms. Un via libera alla fine arrivato, con il leader della Lega che ha sfidato gli esponenti giallorossi sostenendo come gli abbiano soltanto “fatto un favore”. Non prima, però, di mettere in scena l’ennesima trovata del suo repertorio, già ricco dal punto di vista della costumistica. 

Salvini ha infatti concluso il suo intervento come lo aveva iniziato, ringraziando le forze dell’ordine. Alle quali ha voluto manifestare la propria vicinanza anche con un gesto simbolico. Al termine della sua autodifesa in Aula il segretario della Lega ha così indossato il berretto della Guardia costiera che “anche in questi minuti sta lottando per difendere i nostri confini, non per fare da tassista a ragazzotti con cappellini e barboncini”.
il suo discorso a Palazzo Madama il leader della Lega ha difeso la scelta presa nell’agosto del 2019 di non lasciare sbarcare i migranti a bordo della Open Arms che era “una nave pirata”. Poi eccolo tirar fuori il berretto e indossarlo in testa. Sotto, la mascherina con il tricolore italiano, stavolta presente intorno al volto al contrario delle precedenti apparizioni del Capitano, che aveva contestato l’utilità della protezione.Un gesto pienamente in linea con la narrativa salviniana, che sempre più spesso fa ricorso a camuffamenti e simboli per mostrare un’apparente vicinanza ad alcune categorie. Nemmeno le critiche sembrano scalfire la strategia del leader del Carroccio, in passato criticato aspramente per le divise delle forze dell’ordine mostrate come fossero trofei. E c’è già chi, in rete, fa collezione delle camaleontiche trasformazioni del Capitano.

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