Giustizia

Bibbiano, il sindaco Pd torna libero. Per la Cassazione “non doveva essere arrestato”

Cosa dirà adesso Salvini? Cosa dirà adesso la Meloni? Cosa diranno tutti quelli che si sono scagliati in questi mesi contro il sindaco PD di Bibbiano, Andrea Carletti? Il primo cittadino è infatti tornato libero dopo la decisione della Cassazione. I giudici hanno accolto il ricorso degli avvocati del sindaco, per il quale il tribunale del Riesame lo scorso 20 settembre aveva revocato i domiciliari, pur conservando l’obbligo di dimora. “La Cassazione ha stabilito che non ci sono mai state le condizioni per l’arresto del sindaco di Bibbiano – ha esultato il deputato Pd Andrea Rossi – Annullata di conseguenza ogni misura cautelare nei confronti di Andrea Carletti”.

Carletti, sospeso dall’incarico di sindaco dallo scorso luglio, è indagato nell’inchiesta sui presunti affidi illeciti di minori in val d’Enza per abuso d’ufficio e falso, accusato di aver affidato spazi per la cura di minori senza una procedura a evidenza pubblica. L’arresto di Carletti, esponente del Pd, è stato da subito usato per confermare la teoria del “Pd partito di Bibbiano”. Una teoria che, con l’ultima decisione della Cassazione, viene ulteriormente smentita. E dopo mesi di attacchi e scontri politici durissimi, il commento dell’ex deputato dem di Reggio Emilia, Pier Luigi Castagnetti, è lapidario: “La Cassazione ha stabilito che non vi sono mai state le condizioni per l’arresto del Sindaco di BIBBIANO. Non aggiungo commenti”.

La misura cautelare era scattata nel giugno scorso quando il politico venne arrestato e messo ai domiciliari. Successivamente era stata decisa la misura dell’obbligo di dimora. A distanza di sei mesi ora è tornato libero. In attesa delle motivazioni, la Cassazione avrebbe deciso per la revoca sentenziando che non sussistevano le condizioni per l’arresto. Il ricorso alla Cassazione era stato presentato dai legali di Carletti, l’avvocato Giovanni Tarquini e il professore Vittorio Manes.

Il sindaco non era direttamente coinvolto nelle vicende degli affidi illegittimi dei bambini da parte dei servizi sociali dell’Unione dei comuni della Val d’Enza, ma risulta indagato d’abuso d’ufficio e falso per aver affidato degli spazi pubblici all’associazione “Hansel e Gretel”, che si occupava della psicoterapia dei bambini. Carletti alla lettura della sentenza è parso commosso, a chi ha avuto modo di parlargli è sembrato soddisfatto e ha detto: “È un importante passo verso la verità. Stasera sono felice, è finito un incubo”

 

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