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“Un uomo bianco ordinario”: così si descriveva l’autore degli attentati alle moschee

Una pseudo-intervista inserita in un manifesto di 87 pagine, quella rilasciata da Brenton Tarrant a un suo alter ego. L’uomo, uno dei membri del commando che effettuato i due attentati nelle moschee neo-zelandesi, ha spiegato che l’azione è stata necessaria di fronte a “l’invasione straniera”. “Per mostrare agli invasori che le nostre terre non saranno mai le loro terre”, perché “finché un uomo bianco vive ancora, non conquisteranno mai le nostre terre e non sostituiranno mai il nostro popolo”.

La grande “paura” di Tarrant era la “sostituzione culturale, etnica e razziale del popolo bianco”, arriva addirittura a definirlo “genocidio bianco”. Un profondo desiderio di “vendetta”: “Vendicarsi dell’asservimento di milioni di europei prelevati dalle loro terre dagli schiavisti islamici, vendicarsi dagli invasori e le centinaia di migliaia di morti causati da invasori stranieri nelle terre europee nel corso della storia”. “Vendicare Ebba Akerlund” bambina svedese uccisa nell’attentato di Stoccolma del 2017.

Nel testo si cerca di “Creare un’atmosfera di paura” ed “incitare alla violenza”. “Sono solo un uomo bianco ordinario, 28 anni, nato in Australia in una famiglia della classe operaia, di basso reddito”. Nel manifesto pubblicato sui social prima dell’attentato in Nuova Zelanda Tarrant si racconta. “Ho avuto un’infanzia regolare, poco interesse nell’istruzione raggiungendo a malapena la sufficienza. Non frequentavo l’università perché non mi interessava nulla di quello che aveva da offrirmi”.
Qualche lavoretto qua e là tra palestre varie. Non si dichiara xenofobo, anche se dice di “temere quelle culture con tassi di natalità più alti che possono rimpiazzarci”. Stessa cosa per l’Islam “spaventato dalle religioni che crescendo possono sostituire gli altri credi”. Né nazista né antisemita “purché gli ebrei rimangano in Israele”, sia di destra che di sinistra “a seconda delle definizioni”. Semmai “fascista” anzi “sicuramente fascista” vicino alle posizioni di Sir Oswald Mosley fondatore dell’unione Britannica dei fascisti.

Intollerante sicuramente in quanto “le uniche virtù di una nazione morente sono la tolleranza e l’apatia e io queste non le voglio”. Dice di rappresentare “milioni di europei e i popoli etno-nazionalisti che vogliono vivere in pace tra la propria gente”. Non appartiene a nessun gruppo politico sebbene “abbia interagito con molti di questi”. Ha deciso da solo “contattato i rinati Cavalieri Templari per una benedizione a sostegno dell’attacco”.

Elogia “le forze armate europee che fanno parte dei gruppi nazionalisti”. Si ispira a Luca Traini che a Macerata aprì il fuoco per “vendicare la morte di Pamela Mastropietro”, al Doge veneziano Sebastiano Venier che combatté i Turchi nella battaglia di Lepanto e a molti altri suprematisti bianchi che compirono attentati contro “gli invasori”.

Salvini benedice reazionari, anti-abortisti, omofobi, maschilisti