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La bufala di Salvini sul crocifisso a Termini, ecco come è andata davvero

Sulla vicenda dell’accoltellamento a Roma Termini il ministro dell’Interno Salvini ha dato una notizia che non è una notizia. Tutta Italia ha letto questa mattina di un assalto di un marocchino di religione islamica contro un cattolico perché aveva un crocifisso al collo. La fonte? Lo stesso Matteo Salvini che ha fatto anche sapere di aver scritto a tutti prefetti per “per aumentare controlli e attenzione in luoghi di aggregazione di cittadini islamici, per prevenire ogni tipo di violenza”.

Poi, piano piano le cose si smussano: è stata una rissa tra clochard, una lite tra ubriachi, forse un tentativo di rapina. Insomma, nessuna aggravante razziale e di carattere religioso che infatti non vengono contestate al marocchino.

Il problema è che ancora una volta in molti hanno subito creduto al ministro che continua a scommettere sull’odio sociale. Tutti i giornali infatti ora parlano di “dinamica ancora da accertare”. Un marocchino avrebbe accoltellato un uomo, un georgiano, che aveva un crocifisso al collo. È accaduto sabato scorso nei pressi della stazione Termini.

Si indaga per capire meglio se il gesto folle del marocchino sia proprio da legare al crocifisso o se si tratti di due uomini ubriachi che hanno discusso e dalla lite sarebbe scaturita poi l’aggressione. La notizia l’ha data questa mattina, martedì 23 aprile il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che in seguito a quest’atto ha scritto a prefetti e questori.

Intanto monta la polemica sul misterioso episodio. La vittima ha chiesto aiuto a un presidio della polizia impegnato nei servizi di controllo ed è stato medicato in ospedale. Ha avuto una prognosi di 21 giorni sufficiente per arrestare d’ufficio il marocchino per tentato omicidio. Secondo alcune informazioni, non confermate dalla polizia stessa e in particolare da chi ha effettuato l’arresto, alla base del litigio fra i due clochard, che sarebbero stati sotto effetto di alcolici, ci sarebbe il fatto che il georgiano portava al collo un crocefisso.

Da qui l’ipotesi che il movente dell’accoltellamento possa aver avuto aggravanti razziali e di carattere religioso, comunque non contestate al marocchino. Sul caso sono in corso altri accertamenti e non si esclude che si sia trattato in realtà di un tentativo di rapina.

 

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