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Basilicata, la candidata leghista sbotta sul palco: “Sì, sono fascista”

Manca ormai meno di una settimana al voto per le Regionali in Basilicata, un passaggio che Salvini spera si riveli trionfale come già accaduto per la Lega nelle ultime consultazioni che si sono tenute in Abruzzo e Sardegna. Una bella grana, però, è piovuta di colpo sulla testa del Carroccio: il comizio tenuto a Melfi lo scorso 17 marzo dalla candidata Gerarda Russo, infatti, è stato ripreso dai media e ha scatenato una marea di polemiche in rete per una frase pronunciata dall’aspirante governatrice.

Mentre si teneva l’incontro in piazza, infatti, al palco dell Russo si sono avvicinati alcuni contestatori che hanno messo nel mirino i supporter radunati per l’occasione al grido di “fascisti, fascisti”. La leghista, punta nell’orgoglio, ha risposto con la frase: “Sì, io sono fascista”. Un segmento in realtà parte di un intervento più lungo, poi pubblicato in rete dalla diretta interessata per giustificare le sue parole, in cui diceva: “Se fascista vuol dire lottare per il popolo sì, io sono fascista!”.
Accanto a lei sul palco Marzio Liuni, deputato e commissario regionale, plenipotenziario di Salvini in Basilicata per il voto. Come si vede dai diversi video pubblicati in rete, il parlamentare, appena compreso le intenzioni della donna, ha cercato inutilmente di dissuaderla, consigliandole di concentrarsi sui temi. Le frasi della leghista sono state accusate di “apologia di fascismo” da Valerio Tramutoli, candidato alla presidenza per la lista Basilicata Possibile. Per questo Tramutoli presenterà presto un esposto alla procura di Potenza.
Su Facebook la Russo si è difesa, come detto, pubblicando il video integrale del comizio. “Strumentalizzare un concetto di una frase è da vigliacchi quali siete – ha scritto – La frase è questa: ‘Se fascista vuol dire essere a favore del popolo allora io sono fascista’ che equivale a dire ‘se essere populista vuol dire essere a favore del popolo allora io sono Populista’. È stata una risposta data a quei ragazzi che non conoscono il senso della democrazia contestando durante il comizio e accusandomi di essere fascista”.

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