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Cambiamenti climatici: “Restano 7 anni di vita alla fine del pianeta Terra”

Un grande orologio che conta le ore mancanti alla fine del pianeta Terra. E’ il Climate Clock, un vero e proprio countdown piazzato lì dove nessuno può ignorarlo, che ricorda quotidianamente all’umanità quanto tempo resta per salvare il Mondo prima di entrare in un’irreversibile emergenza climatica. L’orologio climatico si trova a Union Square (New York) ed ha sostituito quello astronomico risalente al 1999. Attualmente il tempo residuo all’umanità per agire sul riscaldamento globale e sulla quantità di energia non rinnovabile da produrre è di sette anni, 102 giorni e 12 ore.

Il grande orologio digitale in occasione della Climate Week si è trasformato in un conto alla rovescia che indica il tempo che il nostro pianeta ha a disposizione per limitare le emissioni di biossido di carbonio prima che si arrivi a un punto di non ritorno. Ad accompagnare lo scorrere del tempo, la scritta “The Earth has a deadline”, “la Terra ha una scadenza”. Sul sito ufficiale dell’iniziativa, anche un messaggio volto a sensibilizzare la popolazione mondiale: “L’umanità ha il potere di aggiungere del tempo, ma solo se lavoriamo collettivamente e misuriamo i nostri progressi rispetto a obiettivi ben definiti”.
Attraverso il suo significativo conto alla rovescia, il Climate Clock cerca così di sensibilizzare i newyorkesi e il mondo intero su un tema che non può essere trascurato. Lo hanno ricordato pochi giorni fa i giovani di Fridays For Future che nella Giornata di azione globale per il clima hanno manifestato in più di 3mila piazze. “I problemi legati alla pandemia non possono mettere in ombra l’urgenza della crisi climatica», hanno affermato trovando eco nell’iniziativa americana del Climate Clock.L’installazione rimarrà temporaneamente nella piazza newyorkese ma approfitta di un appuntamento importante per l’ambiente, l’avvio della settimana per il clima e la 75esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il countdown, che dovrebbe esaurirsi a gennaio 2028, si basa sugli studi più recenti condotti dall’Onu sui cambiamenti climatici.

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