Cronaca

Cannavacciuolo ottiene tre stelle Michelin e piange: “Dedico questa vittoria a mia moglie”

Antonino Cannavacciuolo è ufficialmente il dodicesimo tre stelle Michelin italiano. Il popolare chef napoletano è stato premiato durante l’ultima edizione della Guida Rossa. Da oggi dunque le tre stelle Michelin verranno appuntate sulla giacca che Cannavacciuolo indossa già con orgoglio. Sul palco della premiazione lo chef si è anche commosso dedicando la vittoria alla moglie. Le sue impressioni vengono raccolte in un’intervista rilasiata a Repubblica.

Antonino Cannavacciuolo

“È bellissimo, certe cose puoi anche immaginarle, ma poi quando succede crolla tutto: è pazzesco. – confessa Cannavacciuolo a Repubblica – Questa è la stella della famiglia, dei ragazzi, è quella per mio papà, per mio suocero: vederli piangere di gioia a ottant’anni è stata un’emozione indescrivibile. Io sinceramente ci ho sperato dal primo giorno che ho messo piede in Villa. E questo dovrebbe far capire quanto impegno, studio, sacrifici, rinunce ci sono stati dietro a un risultato simile. Alla fine la strada per il successo richiede tanta fatica: io ho dato la vita a questa cosa”.

“In diciannove anni di matrimonio è stata la prima volta che non si è arrabbiata se non abbiamo festeggiato. – prosegue Cannavacciuolo parlando della moglie – Sicuramente il suo ruolo in tutto questo è grandissimo: lei sa essere la mia valvola di sfogo, sa capire quando sono nervoso, ha i tempi e i modi giusti per prendermi. È una persona intelligente, che sta facendo un lavoro enorme: sta crescendo i nostri due figli, partecipa all’attività, è ovunque. Riesce ad essere incredibile: a lei darei non tre, ma dieci stelle Michelin”.

“Il nostro gruppo a oggi conta quasi 300 figli, tra dipendenti e collaboratori, ma non voglio chiamarli così: quando passi così tanto tempo insieme diventano davvero una famiglia. Ci si ascolta, si risolvono i problemi personali, si dà una mano a chi ha bisogno. Dedico questa vittoria a loro, e alla mia famiglia di sangue. A mia moglie no, perché questa stella non gliela devo dedicare, è già sua”, conclude lo chef.

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