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La vita di Rocco Casalino diventa un film. “Il portavoce” come House of cards

Il Movimento 5 Stelle continua a sfornare film. Mentre in queste ore va in onda la sceneggiata tra Conte e Grillo, arriva la notizia che la vita di Rocco Casalino diventerà un film. Già. Il gruppo Mondadori e il diretto interessato hanno infatti firmato un accordo per la cessione dei diritti dell’autobiografia “Il Portavoce” (edito da Piemme) alla casa di produzione cinematografica Kubla Khan di Umberto Massa. Come riporta il Corriere, “il libro – scritto con il governo Conte ancora in sella, mandato in stampa quando l’esecutivo dell’Avvocato è entrato in crisi e arrivato nelle librerie tre giorni dopo il giuramento di Mario Draghi – è stato considerato da detrattori e amici come una specie di House of Cards in salsa nostrana”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il paragone è stato ovviamente agevolato dalla copertina del libro – a mo’ di citazione nemmeno troppo celata – che vede Casalino seduto nella stessa posa di Kevin Spacey nella serie tv americana. “Qua il tragitto della sceneggiatura è persino più articolato delle cinquecento miglia che separano la Carolina del Sud da Washington. L’infanzia di Casalino a Ceglie Messapica, la Germania in cui è stato figlio di immigrati, la Milano degli esordi giornalistici a Telelombardia, poi la casa del Grande Fratello a Roma e dopo di nuovo più su, fino al cuore pulsante del potere esecutivo: la stanza del portavoce del presidente del Consiglio, a Palazzo Chigi”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Non mi ha regalato niente nessuno. E se sono orgoglioso di dove sono arrivato… è perché non dimentico mai da dove sono partito”, si legge nel libro, in una di quelle frasi che già si immaginano proiettate sul grande schermo. Nel libro Casalino racconta di quel padre violento che picchiava e violentava la madre davanti a lui e alla sorella. E loro due che si chiudevano in bagno, l’unica stanza che si poteva chiudere a chiave, per sfuggire alla violenza del genitore. (Continua a leggere dopo la foto)

Durante gli anni salentini scopre il comunismo: aderisce a Rifondazione, i suoi idoli sono Che Guevara e Michele Santoro. Diventa poi ingegnere elettronico a Bologna ma trova lavoro in un call center. Poi la svolta con il Grande Fratello: partecipa alla prima edizione nel 2000 e riesce a rimanere nella Casa per 93 giorni su 100. Arrivano il successo e i soldi. Poi nel 2008 viene folgorato da Beppe Grillo al suo secondo Vaffa day e da quel momento sposa la fede cinquestelle. Il resto si sa.

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