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Caso Gregoretti, dietrofront di Salvini: ora non vuole più farsi processare

Cambio di rotta. E anche rapido. Perché Matteo Salvini inizia a guardare con grande preoccupazione il processo che rischia di dover affrontare sul caso Gregoretti, dopo essersi finto per mesi spavaldo e per nulla preoccupato dalle peripezie giudiziarie. E allora, ecco scattare il contrordine, come anticipato dal Corriere della Sera: mentre in Giunta la Lega aveva dato l’ok all’autorizzazione contro il Capitano, in maniera provocatoria, in Aula il Carroccio medita di astenersi o di uscire al momento del voto. 

Salvini ha capito che recitare il ruolo della vittima non serve più. Pensata per essere un’arma elettorale in più durante le Regionali in Emilia-Romagna, tra l’altro poi perse dal Capitano, la linea adottata in passata sulla vicenda della nave potrebbe trasformarsi ora in un pericoloso boomerang. Meglio evitarne altri, dopo la storia delle “citofonate” che ha di fatto stroncato ogni possibilità di rimonta alle ultime elezioni, le prime clamorosamente perse da una Lega che di recente era parsa invincibile o quasi.
A breve l’Aula del Senato voterà sulla richiesta di mandare a processo Matteo Salvini per il caso Gregoretti. Ma a differenza di quanto avvenne in commissione il 20 gennaio scorso, stavolta la Lega potrebbe non esprimersi a favore. Una scelta non determinante ai fini della decisione perché la maggioranza (M5S-Pd-Iv-Leu), che allora non aveva partecipato allo scrutinio, ha i numeri più che sufficienti per mandare alla sbarra l’ex ministro dell’Interno. Ma comunque importante.Tra i consiglieri più vicini a Salvini c’è infatti chi consiglia di muoversi con cautela. Un via libera al processo anche da parte del partito dell’accusato potrebbe costituire una implicita ammissione di colpa in sede giudiziaria. Ecco perché si sta valutando come muoversi esattamente in Aula e le opzioni a questo punto sono due: o astenersi oppure abbandonare l’emiciclo e non partecipare al voto. In un momento storico così difficile, con la Lega reduce da una sconfitta e Salvini in calo nei sondaggi a favore di Giorgia Meloni, ogni errore rischia di essere pagato a carissimo prezzo.

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