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Chi è Paola De Micheli, la ministra che piace al mondo delle imprese

Una nomina che ha fatto subito scattare reazioni precise sui mercati, con il titolo di Atlantia, holding dei Benetton che controlla Autostrade, che ha chiuso a +6% e le congratulazioni dei vertici del Comité Transalpine Lyon-Turin che hanno sottolineato l’impegno per la Tav del nuovo ministro. Lei, Paola Di Micheli, chiamata a succedere a Danilo Toninelli, è la prima donna arrivata al dicastero dei Trasporti e delle Infrastrutture, a Porta Pia, ed è stata subito festeggiata dal mondo delle imprese.

Piacentina, classe 1973, laurea in Scienze politiche, la De Micheli è entrata in politica negli anni 90 tra gli ex Dc del Partito popolare, poi confluito nella Margherita. Dal 2007 al 2010 è stata assessore al bilancio a Piacenza, due anni dopo è finita nella segreteria del piacentino Pier Luigi Bersani in quota Enrico Letta, di cui era una fedelissima.
In quegli anni era una delle più vivaci animatrici di Vedrò, il think tank dell’ex premier che univa politica e un pezzo del capitalismo italiano come  Enel ed Eni, Telecom e Sisal, Autostrade e Lottomatica. Nel 2013, in diretta tv attribuì all’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi la responsabilità di aver “impallinato” Prodi nella corsa per il Quirinale. Poi la retromarcia, entrando nel 2014 nel governo del “rottamatore” come sottosegretaria al Tesoro con delega ai giochi.È lei la donna scelta per imprimere una svolta sulle grandi opere, dopo l’esperienza tutt’altro che positiva di Toninelli, “l’uomo delle gaffe”. Tante le sfide che la attenderanno, in un delicato equilibrio che la vedrà sposare la posizione del Pd in accordo però con quei Cinque Stelle che ancora si interrogano su alcuni punti chiave. La revoca della concessione ai Benetton e la Tav saranno due banchi di prova fondamentali.

Il mercato, intanto sta già premiando una posizione più conciliante. La quale potrebbe favorire anche la (possibile) soluzione del nodo Alitalia. Alla De Micheli il compito, non semplice, di non farsi appiccicare fin da subito l’etichetta, già avanzata da più parti, di “ministro delle imprese”.

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