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Conte: “Salvini, rispondi su Mosca! Cosa ci facevi con Savoini e con gli 007 russi?”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri ha tenuto una conferenza stampa dopo la tanto attesa audizione al Copasir in merito alla questione dei servizi segreti italiani “concessi” agli Usa. Ma Conte parte subito attaccando il suo ex ministro dell’Interno, spiazzando così tutti: “Forse Matteo Salvini dovrebbe chiarire che ci faceva con Gianluca Savoini, con le massime autorità russe, il ministro dell’Interno, il responsabile dell’intelligence russa. Dovrebbe chiarirlo a noi e agli elettori leghisti. Dovrebbe chiarire se idoneo o no a governare un Paese”.

“Rimango sorpreso – ha attaccato Conte – che Salvini pontifichi quotidianamente sulla questione Barr, sollecitandomi a chiarirla perché non gli tornava. La verità che Salvini mi ha chiesto – ha sottolineato – l’ho riferita. Io ho chiarito, quello che mi sorprende è che come Salvini, che ha una grande responsabilità, perché non solo era ministro dell’Interno, ma e si è anche candidato a guidare il Paese, a voler fare il presidente del Consiglio chiedendo pieni poteri, come lui non avverta la responsabilità di chiarire questa vicenda”.

Una bordata praticamente, poi si concentra a spiegare la sua posizione. “Sono intervenuto al Copasir ai sensi dell’art. 33 della legge 124, che prevede che il responsabile dell’autorità del controllo dell’intelligence debba riferire semestralmente. Quindi non sono stato convocato sul caso Barr, ma io stesso, non appena ho saputo della nomina del nuovo presidente ho scritto che si svolgesse quest’incontro ordinario e con l’occasione non mi sono affatto sottratto”.

Sulla vicenda Barr, ha spiegato Conte, “c’è stata una serie di ricostruzioni fantasiose che rischiano di gettare ombre sul nostro impianto istituzionale. È stato detto che la richiesta americana di uno scambio di informazioni è stata fatta in agosto durante la crisi di governo. Falso, la richiesta risale a giugno. La richiesta è arrivata non a me ma da canali diplomatici”.

E aggiunge Conte: “Confermo che ci sono stati due incontri. Il primo il 15 agosto, ma non si è svolto in un bar. Si è svolto nella sede di piazza Dante del Dis, la sede più istituzionale e trasparente possibile. Il secondo incontro si è svolto il 27 settembre ed è stato chiarito che alla luce delle verifiche fatte la nostra intelligence è estranea in questa vicenda. Abbiamo rassicurato gli interlocutori Usa su questa estraneità e ci è stata riconosciuta. Non hanno elemento di segno contrario”.

“Il presidente del Consiglio ha l’alta direzione e la responsabilità della politica dell’informazione sulla sicurezza e non la può condividere con alcun ministro per il bene della Repubblica. E non la può, e non la deve condividere con alcun leader politico. Se ci fossimo rifiutati di ascoltare le richieste americane avremmo arrecato dei danni alla nostra intelligence e sarebbe stato un atto di scortesia nei confronti di un alleato storico”.

 

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