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Conte crea un suo partito: arrivano le conferme. Le indiscrezioni su nome e squadra

Se ne parlava da diverso tempo, sotto traccia. E adesso iniziano ad emergere le prime conferme: arriva il partito di Giuseppe Conte. Il premier vuole mettere a frutto l’esperienza alla guida del governo e il grande consenso guadagnato in questi mesi di lotta al coronavirus. Starebbe dunque lavorando a un suo movimento che si chiamerà Con-te. A svelare tutto è Stefano Zurlo che sul Giornale parla di una decina di circoli che stanno per prendere vita e rivela qualche nome della squadra di Giuseppe Conte. Veterani della Dc come Bruno Tabacci e Angelo Sanza e ribelli del Movimento 5 Stelle come il comandante Gregorio De Falco sarebbero già pronti a seguirlo. Non solo.

Scrive Zurlo: “Nel progetto ci sarebbero anche ex radicali come Alessandro Fusacchia. L’operazione punta a piazzare il nuovo soggetto politico nello spazio sempre più frantumato occupato da Pd e M5s”. Ma non è solo un retroscena giornalistico. Perché nella mattinata di oggi (4 giugno 2020), arriva anche la conferma di Bruno Tabacci in un’intervista all’HuffingtonPost: “Con Giuseppe Conte ci sentiamo frequentemente. E penso che quando si tratterà di andare alle urne dovrà nascere all’interno della coalizione di centrosinistra una formazione più centrale di rito popolare che dovrà ruotare attorno alla sua leadership”, queste le parole dello storico dirigente della Democristiana cristiana, già presidente della Regione Lombardia, che conferma che il cantiere è partito.

Spiega Tabacci: “Trovo che le sue posizioni siano corrette. In questa emergenza si è comportato bene. È andato meglio di Boris Johnson e Donald Trump. E mi pare che la conferenza stampa di ieri e la proposta di una sorta di Stati generali per realizzare il rilancio di questo Paese vadano nelle direzione giusta. Conte può rappresentare un punto di evoluzione del pensiero democristiano. Lui stesso si definisce interprete della tradizione democristiana. Di certo non mi metto a fare gli esami. Ma mi faccia dire una cosa. Bisogna dare atto ai Cinquestelle di averlo individuato”.

Spiega ancora Tabacci: “Penso che Conte rappresenti una posizione distinta. Non è più ascrivibile ai Cinquestelle, è distinto dal Pd. Certamente quando si tornerà al voto dovrà nascere una formazione più centrale di tipo popolare che potrebbe ruotare attorno alla sua figura. Se sarà lui il leader di questo nuovo contenitore centrista Non c’è dubbio. Conte ha delle maniere calibrate, equilibrate, raramente perde la pazienza. Talvolta fa riferimento ad Aldo Moro per ragioni di origine, essendo entrambi pugliesi”.

 

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